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#dilunedì: cosa funziona e cosa no, top e flop della domenica (post Grosseto-Castelfiorentino)

GROSSETO – E sono undici. Un volo inarrestabile quello del Grifone, che mette a segno la decima vittoria nelle prime undici partite, portando a +5 il vantaggio sulla seconda in classifica. Un sogno per tutti, soprattutto perché la squadra continua a rispondere sul campo alle indisponibilità e ai vari problemi di sorta. Impostato su una difesa ormai stabile e inamovibile, il Grosseto sta cambiando da diverse partite le pedine del centrocampo e dell’attacco (soprattutto a causa degli infortuni) con il medesimo risultato: la vittoria. L’altra faccia della medaglia, però, ha rilevato dopo la partita con il Castelnuovo alcuni aspetti da correggere e da migliorare.

 

 

Pollice in su

La squadra sembra ormai plasmata sul modello del T1000, il cyborg nemico di Schwarzenegger nel film Terminator 2. La semplicità con cui riesce a far fronte ai problemi è disarmante. Escono due centrocampisti su tre (tra l’altro Cretella e Raito, non due a caso)? Nessun problema, il Grifone vince e convince lo stesso. Andreotti e Molinari fuori contemporaneamente? Ci pensano Pirone, Camilli, Boccardi e Pierangioli. La rosa importante e l’ottimo lavoro di Miano sono i due principali ingredienti che hanno dato vita ai successi della macchina biancorossa.

 

Ottimo gioco di squadra, ma anche grandi individualità. Contro il Castelfiorentino sugli scudi soprattutto tre giocatori, uno per ruolo. Tra i tanti leader di questo gruppo Gorelli è sicuramente lo spirito guida che urla e richiama i compagni finché lo stadio non si è svuotato. Nell’incocciata di testa di ieri c’è tutta la sua grinta. Le geometrie di centrocampo ormai sono roba sua: parliamo di Zagaglioni, metronomo biancorosso, abile a iniziare l’azione ma anche a segnare gol memorabili. Se segna Zaga è sicuramente un capolavoro. Lascio per ultimo Camilli, perché altrimenti sarei ripetitivo. Anche ieri non ha mai mollato, neppure nei venti minuti finali quando tutta la squadra ha subito un calo fisiologico. In questo momento, al di là della rosa strepitosa, è forse il valore aggiunto del Grosseto.

 

La partita contro il Castelfiorentino nascondeva grandi insidie: dal possibile calo di concentrazione, dopo aver raggiunto la vetta in solita e dopo aver vinto in trasferta a Livorno, all’assenza di Andreotti, Cretella e Raito. Dal doversi reinventare il centrocampo al gestire le energie in vista della Coppa. Tutte superate da una mentalità di ferro che ha, ancora una volta, mostrato una capolista degna di questo nome.

 

 

Pollice in giù

Le tante occasioni fallite sotto porta sono forse il principale neo che si possa rimproverare alla squadra. Alla fine è andato tutto bene, ma se Luci non avesse arpionato a tempo scaduto quell’ultimo pallone e il Castelfiorentino avesse trovato un insperato pareggio…

 

Ancora una volta Camilli e compagni sono partiti forte concedendo (ma questo è fisiologico) nel finale una ventina di minuti agli ospiti. La difesa ha retto bene, questo va detto, e la squadra aveva speso tantissimo fino a quel momento, ma se di fronte ci fosse stato un attacco più prolifico quei venti minuti avrebbero potuto pesare di più.

 

Ahimè tra le note negative continua a esserci la scarsa presenza di pubblico allo stadio. Se le undici partite consecutive senza sconfitte non sono servite, se i tanti gol realizzati e il bel gioco non sono serviti e se neppure l’aver espugnato Livorno è servito, cosa deve fare questo Grifone per riportare gente allo stadio?

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