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Ceri: “Chi vuole bene al Grosseto venga allo stadio”. Ipotesi ripescaggio: “La D voglio conquistarla sul campo. E a maggio il Centro sportivo”

GROSSETO – Sguardo fiero e idee ben chiare. Mario Ceri, artefice del miracolo Roselle, ha sposato i colori biancorossi per ridare alla città una squadra, un’identità che non poteva perdersi nel fango della Terza categoria. Lo scorso anno ha dovuto ricreare in una manciata di settimane società, squadra e rapporti con il territorio. Adesso, sempre insieme a Simone Ceri, sta cercando di pianificare il futuro senza fare il passo più lungo della gamba. Chiaramente ripartendo da quell’unico obiettivo che mai come quest’anno sembra essere a portata del Grifone.

 

Presidente, è soddisfatto di questo Grosseto?

“Sì, anche se la squadra può e deve migliorare ancora. Ad esempio sotto l’aspetto fisico. I ragazzi si stanno allenando bene, in questo periodo li ho visti tranquilli, scherzano tra di loro ma quando c’è da faticare non si tirano indietro. Certo, sono tanti e vorrebbero giocare tutti, ma questo si sa, fa parte del gioco. E poi abbiamo un buon allenatore che saprà far crescere ancora la squadra”.

 

L’obiettivo rimane quello del primo posto?

“Certo! Abbiamo investito tanto in questo campionato e poi una squadra come il Grosseto in un campionato come quello d’Eccellenza non può far altro che puntare al primo posto. Ma non dimentichiamoci la Coppa Italia: ci teniamo e vogliamo vincere anche quella”.

 

Quali sono le principali avversarie del Grifone?

“Metterei al primo posto il Fucecchio e il Montecatini, che affronteremo a breve in Coppa. Direi che anche la Pro Livorno può competere per il primo posto. Il Montignoso credo, invece, stia giocando sulle ali dell’entusiasmo, mentre la Cuoiopelli la vedo un po’ in difficoltà rispetto allo scorso anno”.

 

Parlando dello scorso campionato: cosa non è andato e quali sono gli errori che non rifarebbe?

“Siamo subentrati a luglio e avevamo da ricreare un’intera società, non solo la squadra. Abbiamo commesso alcuni errori che ci sono serviti. In attacco, per esempio, doveva rimanere Nieto, ma poi all’ultimo ha deciso di andare via e ci siamo trovati in ritiro senza punte. Sono arrivati nomi importanti come Vegnaduzzo e Invernizzi: il primo alla fine ha reso ma il secondo no. Quest’anno invece abbiamo puntato su una politica diversa: giovani e giocatori esperti che conoscono la categoria. E per adesso i risultati ci stanno dando ragione”.

 

Dove vede il Grosseto tra tre o quattro anni?

“Difficile rispondere. Intanto stiamo cercando di costruire un progetto per il futuro: a maggio 2019 partiremo con il Centro sportivo dove avremo un campo a 11 in erba e un campo a 11 in sintetico. Là giocherà il nostro settore giovanile”.

 

Che sarà ancora rappresentato dall’Invicta?

“È presto per dirlo. Quando sarà il momento ci riuniremo e decideremo il da farsi. Intanto stiamo gettando le basi per costruire un futuro stabile, cercando di collaborare con tutti i settori giovanili del territorio. Mi aspetto però più affetto dalla gente…”

 

A cosa si riferisce in particolare?

“Mi riferisco ai tifosi e alle aziende. A parte lo zoccolo duro della tifoseria, che non ci lascia mai soli, non abbiamo visto una grande risposta. Onestamente sono deluso. Non mi aspettavo un grazie ma almeno qualche abbonamento in più. Lo scorso anno abbiamo chiuso a quota 870 abbonamenti, mentre quest’anno solo a 430. Io stavo bene anche a Roselle, ma da tifoso e amante del Grosseto mi sono sentito in dovere di fare questo passo e rilevare la società per non farla ripartire dalla Terza categoria. Lo scorso anno solo per il campionato, tra trasferte e giocatori, abbiamo speso sui 430mila euro. Ripeto, non mi aspetto un grazie ma almeno una prova di amore verso questi colori; magari sottoscrivendo l’abbonamento o venendo di tanto in tanto allo stadio. Adesso che la squadra è prima non ci sono più scuse: chi vuole bene al Grosseto deve venire allo stadio!”.

 

Può aver influito anche la polemica del mancato ripescaggio?

“A parte che non ci avrebbero ripescati, ma poi anche se lo avessero fatto avremmo ricevuto risposta solo a metà luglio. E a quel punto che squadra avremmo costruito? Io il campionato voglio vincerlo sul campo, la serie D me la voglio conquistare e la voglio giocare avendo il tempo di costruire la squadra”.

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