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Pop up, 22 nuovi negozi in città: «Così il centro storico torna a vivere»

GROSSETO – Chiusa la call for ideas, ecco i numeri del progetto Pop up: sono 36 le candidature arrivate agli uffici comunali e 22 i fondi messi a disposizione in tutto il centro storico a fronte dei circa 70 presi inizialmente in considerazione, alcuni dei quali sfitti da mesi o addirittura anni. Venticinque di queste attività apriranno le saracinesche, un numero superiore a quello degli spazi, vista la disponibilità di alcuni popuppers a convivere con le loro attività in un unico fondo. Ma c’è ancora tempo per qualche modifica al piano d’azione. «I numeri sono promettenti – dichiara il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna –: il progetto è stato ben recepito dai cittadini fin dal primo momento e l’ampia partecipazione alla call for ideas ne è stata un’ulteriore conferma. La mia amministrazione ha sempre avuto profondamente a cuore il centro storico cittadino e sono molte le misure messe in campo per farlo tornare a splendere: Pop up è una di queste. Lo scopo del progetto, oltre a quello di dare un concreto supporto all’iniziativa commerciale, è quello di ripristinare una condizione di sicurezza nelle vie del centro. E solo un quartiere vissuto e frequentato può essere sicuro». Pop up, infatti, è un progetto pilota sulla sicurezza urbana cofinanziato dalla Regione Toscana, promosso dal Comune di Grosseto e realizzato in collaborazione con la cooperativa Sociolab e Fondazione Grosseto Cultura.

«La bella risposta al bando – commenta Leonardo Marras, consigliere regionale – è senza dubbio un segnale positivo, c’è voglia di investire nel futuro, nella città, nel cuore di Grosseto. Un  primo risultato che conferma la validità del progetto Pop up come presidio commerciale e culturale per la sicurezza, già sperimentato a Livorno e a Prato, sul quale la Regione ha investito convintamente sin dall’inizio; per Grosseto, ad esempio, il cofinanziamento regionale ammonta a 70.800 euro. Nei prossimi giorni saranno presentate le linee guida della Regione Toscana per la sicurezza urbana che si muovono su tre filoni di intervento: videosorveglianza, rigenerazione urbana e, appunto, presidio sociale e commerciale. Linee guida che partono da un’idea semplice, quella che gli amministratori devono contrastare il disagio sociale che porta ai fenomeni di microcriminalità rigenerando e animando i centri, mentre le Forze dell’ordine hanno il compito di vigilare e sanzionare. Sono certo che l’apertura di queste nuove attività sarà una boccata d’ossigeno per la città e saprà dare il giusto slancio per rilanciare una parte fondamentale di Grosseto, in bocca al lupo e buon lavoro ai 25 popuppers che presto si insedieranno».

Il 30 settembre è stata chiusa la call for ideas, il bando per raccogliere le candidature di chi vuole aprire un’attività nel centro storico. E da ora le scadenze saranno immediate: sono già iniziati i colloqui con i popuppers e i piccoli interventi di ripristino dei fondi, a cura della società in house Sistema. Subito dopo sarà il momento della pulizia degli spazi e della consegna ai rispettivi inquilini. La firma dei contratti con il Comune e i proprietari dei fondi è quindi imminente. Si tratta di attività di vario tipo: dal commercio all’artigianato, fino al settore agroalimentare e della somministrazione, passando per spazi culturali aperti a tutti, con corsi per gli adulti e aree per i più piccoli.

«Abbiamo cercato di selezionare attività che non si sovrapponessero con quelle già esistenti – spiega Riccardo Ginanneschi, assessore alle Attività produttive del Comune di Grosseto – e che avessero particolarità accattivanti. Vogliamo realtà che, alla fine dei cinque mesi del progetto, siano in grado di camminare con le proprie gambe. Per questo è necessario che siano profondamente connesse con le esigenze del territorio. La fase propedeutica di Pop up si è conclusa, ora si entra nel vivo: spero che i grossetani continuino a dimostrare la stessa curiosità e lo stesso interesse che hanno avuto fino ad ora. I numeri sono stati molto positivi, tra i migliori in confronto alle altre edizioni del progetto. Questo dimostra quanto i grossetani abbiano a cuore la città e il suo centro storico. È proprio a loro che chiedo di continuare a crederci e di venire in centro a conoscere queste nuove realtà. Li aspettiamo tutti alla grande festa d’inaugurazione di venerdì 16 e sabato 17 novembre».

Il progetto ha visto l’appoggio di tutte le associazioni di categoria e di Banca Tema – una novità rispetto alle edizioni di Pop up promosse nelle altre città toscane – che hanno messo a disposizione le loro competenze per supportare i popuppers. Banca Tema, in particolare, ha creato un prodotto ad hoc per le attività del centro storico, categoria che include i partecipanti al progetto ma non solo. Allo stesso modo, l’attività dell’amministrazione Vivarelli Colonna non si esaurisce con Pop up: sono molte le iniziative a supporto di chi vuole intraprendere un’attività imprenditoriale o professionale nel centro storico grossetano. Anche coloro che non sono stati selezionati per partecipare a Pop up, quindi, hanno comunque tutto il supporto dell’amministrazione comunale e delle realtà grossetane.

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