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Chiusura ufficio Inps, l’appello: «Evitare disagi ai deboli. Le Istituzioni intervengano»

GROSSETO – “Dobbiamo evitare l’ennesimo scippo al nostro territorio e alla nostra provincia”. Con questo grido d’allarme le segreterie provinciali di Grosseto di Cgil, Cisl e Uil si esprimono sulla vicenda che porterebbe alla chiusura della sede operativa Inps di Orbetello, attualmente al servizio oltre del Comune di Orbetello, anche di quello dell’Isola del Giglio, di Porto Santo Stefano, di Pitigliano, Sorano, Manciano, Magliano e Capalbio.

“La strada tracciata dalle recenti circolari dell’Inps – sottolinea una nota delle organizzazioni sindacali – rischia di portare, oltre a una razionalizzazione delle risorse e del personale addetto, un grave danno per la comunità aumentando i disagi per le fasce meno protette della nostra provincia”.

“Ridurre le funzionalità e l’operatività di questa sede – hanno spiegato Renzetti, Milani e Capponi, rispettivamente segretari di Cgil, Cisl e Uil – è un grave errore, soprattutto per i servizi essenziali che vengono erogati, quali: pensioni, assegni di invalidità, redditi di inclusione sociale e altre funzioni di sostegno alla collettività. Chiediamo alla politica e alle istituzioni locali di trovare insieme un compromesso che non penalizzi gli utenti e che mantenga attivi questi servizi essenziali alla comunità. Tutto questo, eventualmente, a fronte di soluzioni alternative che consentano un risparmio in termini di affitti e di gestione per la sede”.

“La preoccupazione principale – sottolinea la nota – è per un procedimento che non tiene minimamente conto delle caratteristiche geografiche, storiche e sociali della nostra provincia e che, indubbiamente, andrebbe a sacrificare pesantemente la vita di anziani, disabili e persone su razionalizzazione e risparmio”.

“Proprio per questo la Cgil, la Cisl e la Uil – conclude la nota – si sono attivate anche a livello regionale per sottolineare una situazione non più accettabile che, ancora una volta, penalizza la provincia di Grosseto con tagli allo stato sociale”.

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