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Trasporto Pubblico: «I costi dei bus aumentano, i cittadini pagano gli sbagli della sinistra»

ROCCASTRADA – «Ci avevano convinto che il trasporto pubblico locale sarebbe migliorato, non solo con la creazione del super carrozzone Tiemme, ma sopratutto grazie alla scelta lungimirante dei maggiori big della sinistra grossetana e non solo» così Moreno Belllettini e Simonetta Baccetti, rispettivamente coordinatore e consigliere comunale di “Insieme per Roccastrada” intervengono sulla qualità del trasporto pubblico locale.

«Il tutto ha inizio alcuni anni fa con una massiccia propaganda sulla stampa locale – dicono i due esponenti del comitato – che annunciava miracolosi incontri Grosseto/Cina di una delegazione grossetana composta dall’ ex sindaco del PD Bonifazi, dal presidente della Rama Simiani PD, dall’ex presidente della provincia Marras PD, dal presidente della Toscana Enrico Rossi e una delegazione degli industriali guidata da Antonella Mansi. Il progetto iniziò a concretizzarsi importando dalla Cina un enorme bus elettrico di circa 12 metri con l’obiettivo di elettrificare tutto il trasporto, iniziando da quello urbano, con importanti ricadute economiche per tutto il territorio maremmano».

«Un gruppo tecnico, guidato da Paolo Menichetti – continuano Baccetti e Bellettini – portò alla redazione di un contratto definitivo con la Cina, che doveva gradualmente sostituire gli autobus a gasolio con quelli elettrici con importanti benifici di varia natura; riduzione dei costi, delle emissioni ed un innalzamento qualitativo per la vita dei residenti di tutta la provincia di Grosseto. Il progetto ha avuto anche la “benedizione” plateale di “festa ambiente”. Il tutto viene concretizzato nel 2012, anno in cui la Rama lancia E-Life, un grande progetto industriale, a seguito di un accordo con soci cinesi, per la esclusiva commercializzazione e produzione degli autobus elettrici in tutto il territorio comunitario, promettendo ricadute occupazionali e di immagine per la Maremma. Iniziano con il bus di 12 metri per in seguito estendere tutta la mobilità sostenibile con una collaborazione tra pubblico e privato. L’ anno successivo il Marras e Bonifazi inaugurano il servizio elettrico nella linea urbana n° 1 di Grosseto: non ha mai funzionato, nonostante interventi e aggiustamenti da parte di ditte nazionali».

«Nel 2017, dopo anni di tentativi o forse di “prese in giro” – aggiungono Baccetti e Bellettini – finisce miseramente il progetto dei bus elettrici Grosseto / Cina e il futuro del mezzo di 12 metri presentato perfino a Milano e inaugurato in “pompa magna” da Marras, Simiani accompagnati dai soliti noti.
Finita la storia, ai grossetani rimangono soltanto dubbi e domande: Quanto è costata alle tasche dei contribuenti tutta l’operazione, visto che i comuni hanno pagato e continuano a pagare le perdite della partecipata Rama? dove è scomparso il famoso bus elettrico di 12 metri? e con esso il ritorno di immagine, l’occupazione, ed il contenimento dei costi?»

«Perchè oggi si annuncia un nuovo parco bus diesel – concludono i due esponenti – e un massiccio rincaro dei titoli di viaggio? ed infine perchè i cittadini devono sempre subire le incapacità o le scelte errate dei soliti noti, con anni di bilanci in perdita, senza che nessuno chiarisca o intervenga per mettere fine al continuo spreco di risorse pubbliche e comunitarie».

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