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Inceneritore, la Uil: «Salvi 120 posti di lavoro “buono”. Con il solo turismo si fa la fame»

FOLLONICA – «Dopo anni di scontri sociali anche aspri e dopo mesi di discussione all’interno della conferenza dei servizi regionale, alla stessa è stata riconosciuta, azienda l’autorizzazione alla ripartenza» La Uiltec Toscana Sud interviene sull’inceneritore di Scarlino, con una nota del segretario generale Walter Bardelloni, che definisce inaccettabili le posizioni che ne vorrebbero impedire la ripartenza.

«Risultano pertanto inaccettabili – dice il segretario – a nostro avviso, determinate prese di posizione spesso pregiudiziali e prive di riscontri oggettivi, anche oggi dopo che l’Istituzione preposta ha riconosciuto la legittimità alla Società per l’avvio dell’impianto. Occorre ricordarci che, se l’Italia ha un determinato tenore di vita, un rango sociale di tutto rispetto, una considerazione europea e mondiale di un certo tipo, è merito di scelte politiche lungimiranti che hanno trasformato un paese povero, prevalentemente agricolo come era negli anni 40-50, in un paese industriale negli anni 70-80».

«Crediamo davvero che si possa basare la nostra economia esclusivamente sul turismo? – chiede Bardelloni – Signori politici, amministratori, commercianti, chi pensate che possa investire nel territorio, pagare le tasse, comprare i Vs. prodotti? Forse solo chi trova lavoro nelle forme più indegne, cassa integrati, i senza tetto, i braccianti, i senza tetto e tanti altri appartenenti a queste categorie con salari, quando hanno fortuna, da fame che non gli permettono nemmeno di comprare il minimo indispensabile per le proprie famiglie oppure quei lavoratori come quelli dell’industria, del manifatturiero, assunti a tempo indeterminato con stipendi dignitosi e le garanzie data dai CC.NL.?»

«Oggi in tutti i dibattiti, politici, economici, congressuali, elettorali – sottolinea la Uiltec – si parla di sviluppo, occupazione, posti da creare e salvaguardare. Puntualmente poi, in maniera del tutto casuale, si cavalca l’opinione contraria. Quotidianamente si finisce così per far fallire aziende, abbandonare siti industriali strategici, demonizzare l’industria e distruggere tutto quello che può essere sviluppo sostenibile e occupazione di qualità».

«Gli amministratori – chiarisce la nota – che hanno contribuito al dibattito all’interno della Conferenza dei servizi relativa alla richiesta di AIA/VIA di Scarlino Energia, dove erano presenti autorevoli rappresentanti delle stesse amministrazioni insieme ad ASL, ARPAT, Esperti di tutte le parti, al termine del dibattito hanno dato, firmando, parere favorevole all’autorizzazione. Queste stessi amministratori non possono essere smentiti dal Primo Cittadino, che dovrebbe rispettare i suoi collaboratori e, soprattutto, le altre Istituzioni, una volta che hanno deciso di avvalersene e non di cambiare opinione in un secondo momento».

«Grandi crociate – attacca il segretario – andrebbero fatte per altre problematiche altrettanto pericolose per la salute: il traffico, la cementificazione selvaggia, il depuratore, le fognature ecc. Il termovalorizzatore di Monaco di Baviera è forse meno datato? Eppure i tedeschi sono molto severi nel rispettare le normative e ambientalisti nel profondo. La società che gestisce quest’impianto è estremamente contento di essere la “pattumiera d’Europa” e noi continuiamo a pagare senza motivo. Non contenti di pagare un sistema di smaltimento rifiuti obsoleto e incompleto, cerchiamo consenso condannando una società che da lavoro a 60 persone in forma diretta e altrettante come indotto, con contratti dignitosi e soprattutto nel rispetto di tutte le normative presenti e delle prescrizioni richieste».

«Sentiamo parlare di ricollocazione dei lavoratori coinvolti – prosegue Bardelloni – dove eravate in questi anni di ammortizzatori sociali? Perché nessuno ha avanzato possibili proposte in tal senso? Oggi dove e quali sono le possibili soluzioni? Non smettiamo di difendere il turismo, valorizziamolo e ringraziamo per i posti di lavoro che produce, tuttavia andiamo a controllare e pretendere trattamenti giusti».

«Prendiamo atto – afferma il segretario – seppur a malincuore, che, nella migliore delle ipotesi, chi lavora nelle attività collegate al turismo lavora dai 3 ai 5 mesi, con stipendi che non possono garantirgli un futuro e la possibilità di crearsi le basi per mettere su famiglia, per non parlare della totale assenza di garanzie. Dopo va in NASPI (il lavoro prodotto dal turismo è un costo sociale!) per i rimanenti mesi. Se tutto questo può essere definito lavoro, sviluppo e prospettiva lo lasciamo alle riflessioni della politica, degli amministrazioni e soprattutto del popolo che valuta tutti i giorni la diminuzione drastica del turismo, sul quale avremmo da fare altre riflessioni».

«Con questi atteggiamenti, a nostro avviso – chiarisce Bardelloni – non avremmo futuro per noi e soprattutto per i nostri figli. Dovremmo tornare al dialogo, alle assemblee con la gente e insieme a loro proporci come guida del paese, ricercando le migliori strategie di prospettiva senza pregiudizi e soprattutto senza interessi di parte, spesso fini a se stessi. La Uiltec conferma il proprio impegno per la tutela dei lavoratori e dei loro diritti, la salvaguardia della salute e dell’ambiente, insieme alla Uil “Sindacato dei cittadini”, sostegno per lo sviluppo del territorio e dell’occupazione di qualità nell’interesse di tutti».

«La Uiltec-Uil Toscanasud – conclude la nota – auspicando convergenza di idee e di iniziativa nelle altre OO.SS. confederali e di categoria, si identifica pienamente nello slogan del proprio congresso Nazionale: “Sindacato. Nessuno si senta escluso, noi siamo la Uiltec”»

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