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Assunzioni di Sei Toscana: «45 non bastano. L’azienda ha sospeso 200 contratti»

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GROSSETO – «45 stabilizzazioni da parte di Sei Toscana non bastano. No al ricorso alle cooperative per abbattere il costo del lavoro. L’azienda stessa dichiara un deficit di 200 operatori, 464 gli interinali, ben oltre il 18% previsto dal Ccnl» a parlare è la Cgil in una nota.

«A seguito dell’incontro di martedì con la direzione aziendale di Sei Toscana – sottolineano Simonetta Poggiali (Fp Cgil Toscana), Francesco Nardi (Fp Grosseto), Andrea Ferretti (Nidil Grosseto) e Thomas Borromeo (Nidil Siena) – esprimiamo forte perplessità sulle risposte date in occasione del confronto. La sospensione di 200 contratti in somministrazione dando la responsabilità a un decreto denominato “dignità”, è una beffa per tutti i lavoratori coinvolti che da anni garantiscono la qualità del servizio. Per questo riteniamo la peggior scelta possibile quella fatta dall’azienda di affidare i servizi alle cooperative per i prossimi tre mesi, e probabilmente ben oltre».

«Fin da subito, infatti – prosegue la nota – abbiamo constatato un forte calo della qualità del servizio di raccolta e spazzamento, oltre al fatto che per la Cgil non è accettabile che un lavoratore della cooperativa abbia un salario più basso e minori tutele a parità di lavoro svolto con un dipendente di Sei Toscana. Ribadiamo quindi quanto abbiamo sempre detto al tavolo di confronto con l’azienda: se fino ad oggi all’interno dell’azienda operavano almeno 464 lavoratori in somministrazione, ben oltre la percentuale del 18% previsto dal Ccnl Utilitalia, questa è ad ogni livello unicamente una responsabilità della direzione aziendale. E parallelamente della parte politica che non ha mai discusso e deciso sul piano industriale, unico strumento per decidere i servizi da fare e l’organico necessario a svolgerli».

«Da sempre ad ogni incontro – sottolineano gli esponenti Cgil – denunciamo il deficit di gestione organizzativa del rapporto tra fabbisogni delle ore necessarie di lavoro e personale per garantire i servizi affidati. È pertanto inaccettabile il comportamento dell’azienda che, prima di decidere il blocco dei 200 contratti interinali, non ha convocato nessun tavolo con la Rsu e con le organizzazioni sindacali territoriali. Mancando di rispetto a tutti i lavoratori che da anni affiancano i dipendenti diretti di Sei Toscana».

«Al prossimo incontro dell’11 settembre – avverte la Cgil – ci auguriamo che l’Azienda si presenti con proposte che diano risposte concrete a tutte le persone coinvolte in questa vicenda. Anticipare l’assunzione di 45 lavoratori a partite dai primi giorni di ottobre, da questo punto di vita, pur essendo una scelta positiva, non basta proprio. Tanto più che già alcuni mesi fa azienda e sindacati avevano sottoscritto un accordo per la stabilizzazione dei lavoratori interinali. Motivo per cui oggi, anche considerando il momento di difficoltà, un’ipotesi di stabilizzazione che si limiti a 45 persone suona come una beffa per tutti i lavoratori, considerato che viene dichiarato un buco nell’organico di 200 persone».

«Funzione pubblica e Nidil Cgil – conclude la nota – come è stato ribadito anche martedì, hanno da proporre soluzioni e forme contrattuali subordinate direttamente a Sei Toscana. Auspichiamo anche che chi governa i territori interessati – concludono Poggiali, Nardi, Ferretti e Borromeo – a partire dai comuni capoluogo, faccia finalmente la propria parte portando un contributo che possa far tornare indietro l’azienda nelle sue decisioni, sia rispetto alla perdita di posti di lavoro che al peggioramento della qualità dei servizi erogati attraverso l’affidamento alle cooperative».

Nella mattinata di mercoledì Nidil Cgil di Siena ha coinvolto in assemblea i lavoratori interessati al mancato rinnovo del contratto di lavoro in Sei Toscana. Una volta informati nel dettaglio sull’incontro avuto martedì, i lavoratori decideranno insieme alle nostre organizzazioni come tutelarsi rispetto alla loro sorte futura in azienda.

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