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Sei Toscana, Fdi: «Dimissioni solo l’inizio. Il sistema non funziona, deve cambiare la legge»

GROSSETO – “La vicenda che tiene banco in questi giorni all’interno di Sei Toscana e che si legge su tutti i quotidiani e mass media è solo la punta di un Iceberg, le cui dimensioni sono incalcolabili” a dirlo sono gli esponenti locali di Fratelli d’Italia – Grosseto.

“A nostro avviso – dice Bruno Ceccherini, consigliere e capogruppo comunale a Grosseto – sono sicuramente gravi le dimissioni del presidente di Sei Toscana Roberto Paolini, in quanto avvenute solo a poche ore dall’approvazione del bilancio dell’azienda. Questo denota e fa presupporre che la situazione è davvero complessa e molto complicata”. Continua ancora l’esponente di FDI: “Noi come partito da sempre avevamo evidenziato le gravi problematiche in cui era Sei Toscana, e in più di un’occasione siamo intervenuti e abbiamo denunciato le vicende di quello che dovrebbe essere il gestore di ambito dei rifiuti”. “Oggi purtroppo assistiamo da spettatori all’ennesimo atto di un incredibile vicenda: le dimissioni, (ancora non giustificate), del presidente di Sei Toscana, Roberto Paolini, e tutto poco prima che il CdA di Sei Toscana adottasse il Bilancio con una perdita di oltre 4 milioni euro”.

“Più volte – termina così Bruno Ceccherini – abbiamo detto che il così detto gioco delle scatole cinesi targato PD doveva finire. In tantissime occasioni abbiamo affermato con forza che i servizi offerti da Sei Toscana non erano adeguati alle tariffe, e più volte abbiamo denunciato che le inefficienze di questo carrozzone non si possono abbattere sulle tasche dei cittadini”.  

Gli fa eco l’altro esponente di FDI, l’assessore all’ambiente di Orbetello, Luca Minucci: “Avvisaglie di problemi concreti, si erano già riscontrati nei mesi passati con i fallimenti delle cooperative Castelnuovese e Unieco, ma nonostante il commissariamento dell’azienda affidata dal Prefetto a tre commissari, da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che noi per primi avevamo richiesto a gran voce, la situazione sembra essere ad oggi ancora poco chiara”. Continua Luca Minucci: “Il presidente Paolini si è dimesso perché consapevole di non aver mai avuto voce nella gestione di Sei Toscana. Ma peggio ancora è quello che riguarda la parte pubblica della società, che con le tante amministrazioni comunali divise tra Arezzo, Grosseto e Siena, ogni anno sborsano oltre 150 milioni di euro per versarli a una società privata che si occupa di raccogliere e smaltire i rifiuti. Una massa enorme di soldi pubblici. Le dimissioni del presidente di Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti per Toscana Sud, sono purtroppo l’epilogo di una brutta storia, iniziata male e finita peggio”.

Il portavoce provinciale di FDI Fabrizio Rossi si è subito attivato: “Come Fratelli d’Italia, tramite i nostri rappresentanti in Consiglio Regionale, presenteremo nei prossimi giorni una proposta di riforma alla Legge Regionale 69/2011, che disciplina “le autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”. “Tale proposta recepirà i percorsi già seguiti nelle amministrazioni comunali e chiederà con forza che alle Autorità di Ambito (ATO) debba rimanere la potestà e la responsabilità riguardo la progettazione e gestione delle fasi di trattamento, smaltimento in discarica, comprese le bonifiche dei relativi impianti. Scindendo le attività che rimangono in capo all’ATO, dalla raccolta, trasporto e spazzamento, che dovranno essere gestite e affidate su basi più piccole e il più possibile omogenee, direttamente dai comuni o da raggruppamenti di essi.  

Termina Fabrizio Rossi: “Per tutelare i cittadini, per contenere veramente i costi, per avere il controllo e l’efficienza dei servizi, quindi a nostro avviso, occorre rivedere il quadro normativo in maniera netta. Restituiamo ai comuni la possibilità di gestire direttamente i rifiuti, avviciniamo al cittadino i servizi, si lavori tutelando gli interessi delle comunità e non gli interessi speculativi di gruppi sulle spalle dell’anello più debole”. 

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