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L’analisi della sconfitta: «Inaspettata. Cambiare le chiavi è stato offensivo»

MONTE ARGENTARIO «Amara e inaspettata» così Arturo Cerulli definisce la sconfitta della lista di cui faceva parte, capeggiata dalla sua vice sindaco Priscilla Schiano. La candidata ancora non ha rilasciato dichiarazioni «E’ ancora un po’ scossa» spiega Cerulli, sindaco uscente che si è rimesso in gioco, risultando comunque il consigliere più votato in assoluto «E’ stata una vittoria di Pirro la mia – commenta – perdere la sezione 1, quella della Pirarella dove abbiamo maggiormente concentrato gli sforzi, è stato indicativo. Gli altri sono stati più bravi di noi a convincere gli elettori. Complimenti».

Cerulli dopo 10 anni da sindaco annuncia un’opposizione agguerrita ma non ideologica: «In 10 anni di governo – chiarisce – ci siamo fatti le ossa. Al contrario di quello che facevano i miei oppositori, che si limitavano ad abbandonare l’aula, noi siederemo in consiglio, ribattendo punto su punto».
Rispetto alle prime scelte del nuovo sindaco, Cerulli si mostra subito critico «Sulla questione delle feste e delle elementari di Porto Ercole, Borghini era stato chiaro, noi possiamo non condividere ma è il sindaco e ha facoltà di decidere».

«Mi lasciano più perplesso le dichiarazioni su Areonautica ed ex asilo Ricasoli – dice il sindaco uscente – non capisco come farà Borghini a rimettere in discussione l’accordo con l’Aeronautica, firmato non da me, ma da un dirigente comunale nel pieno rispetto delle regole e, francamente, non comprendo l’opportunità di bloccare il progetto del museo multimediale, per cui sono stati ottenuti cospicui finanziamenti e che rappresentare un’occasione unica di sfruttare la figura del Caravaggio per allungare la stagione turistica».

Dopo aver annunciato un’opposizione sul merito, Cerulli non rinuncia però a sferrare al sindaco il primo attacco «E’ ancora nella legittimità dei poteri di sindaco – conclude – quella di cambiare le chiavi, ma francamente questa è la decisione che mi ha disturbato di più perché è stato un gesto offensivo nei confronti dei cittadini. Il Comune non è la casa del sindaco ma la casa della cittadinanza che, per quanto ci riguarda, è stata gestita con il rispetto che meritava».

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