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Medici licenziano dipendente dopo 30 anni di lavoro con una pensione di 197 euro. Ma il giudice li condanna

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GROSSETO – La Corte di Appello di Firenze, sezione lavoro, ha respinto l’appello proposto dall’Ordine dei Medici di Grosseto contro la sentenza del tribunale che lo aveva condannato a pagare le competenze di fine servizio e alla ricostituzione della posizione previdenziale mediante rendita vitalizia (per un totale di 100 mila euro) in favore della ex segretaria Anna Maria Baraldi.

«La dipendente, 78 anni, dopo oltre trent’anni di servizio prestato in forza di co.co.co, era stata licenziata dal neo presidente Roberto Madonna, con il pretesto che il contratto che la legava all’Ente fosse illegittimo ed era stata mandata a riposo, senza preavviso, senza il riconoscimento delle indennità di fine rapporto e, praticamente, senza aver diritto a un trattamento pensionistico adeguato, con una pensione di 197 euro mensili» Afferma l’avvocato Alessandro Antichi, che ha assistito la donna. «La questione aveva costituito oggetto di discussione, con toni non sempre pacati, persino durante la “campagna elettorale” per il rinnovo delle cariche dell’Ordine».

«Nonostante la valente e appassionata difesa degli avvocati Ivan Randazzo e Maurizio Campagna, che avevano presentato un appello articolato su 19 corposi motivi (a mio modesto parere di dubbia pertinenza e consistenza) – prosegue Antichi -, la Corte fiorentina ha ritenuto di confermare integralmente la sentenza del giudice del lavoro di Grosseto e di condannare l’Ordine dei Medici al pagamento delle spese del giudizio (liquidate in euro 9.515 oltre accessori) e alla sanzione del versamento del doppio del contributo unificato».

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