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Sei Toscana, polemica sulle dimissioni: «Siamo al grottesco. Io mi rifiuto»

CAPALBIO – «Apprendo dalla stampa delle dimissioni presentate oggi pomeriggio dal Presidente Sei Toscana Paolini, proprio alla vigilia di un importante CdA» a parlare è il sindaco di Capalbio è Luigi Bellumori che interviene sulla vicenda criticando aspramente la decisione del Presidente.

«Ora quanto sta accadendo dal 2014 sulla filiera dei rifiuti, intorno al contratto di servizio, alla proroga del commissariamento di Sei Toscana, al quotidiano peggioramento del servizio a fronte di un’esponeziale innalzamento dei costi – dice Bellumori – pensavo ci avesse mostrato tutto di ciò che poteva essere prevedibile, possibile e impossibile. Ora siamo al grottesco. Meno di una settimana fa viene convocata con urgenza un’assemblea provinciale dei sindaci per valutare alcune questioni del contratto di servizio Ato/Sei Toscana. Assemblea poi revocata a data da destinarsi, il mattino stesso in cui si sarebbe dovuta tenere».

«L’Assemblea Ato, con una decina di punti all’odg convocata da tempo per lunedì 11 giugno, è stata rinviata venerdì 8 giugno ad altra data – racconta il primo cittadino – una lettera del CDA di Sei, datata 23 maggio, con la quale si chiede un incontro ai sindaci per valutare l’efficienza del servizio sul territorio e il Presidente che la firma si dimette oggi. Richieste e delibere del Consiglio Comunale notificate al Direttore e al Presidente di Ato che non hanno avuto alcun riscontro. Dalla Regione Toscana, che aveva dichiarato attraverso i suoi massimi esponenti che la situazione di questa Ato avrebbe dovuto essere attentamente monitorata, aspettiamo ancora di conoscere l’intendimento anche a fronte di precise e circostanziate note rimesse nel tempo».

«Noi che deteniamo percentuali esime in Ato siamo in balia degli umori e delle convenienze di qualche Sindaco – prosegue severo Bellumori – fatte salve tutte le maestranze di Sei che cercano anche, con difficoltà, di dare risposte sui territori e, il più delle volte, non sono dotate dei mezzi strumentali e al netto dei contribuenti che, a fronte di bollette sempre più care, vedono troppo spesso peggiorato il servizio».

«Detto questo, io mi rifiuto – conclude il sindaco – pur consapevole che nulla è possibile fare da solo, di continuare ad accettare una logica fatta di scatole cinesi e questo teatrino ormai offensivo per tutti. L’ho scritto e ridetto più volte. L’ennesima per fissare bene il concetto».

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