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Blitz delle operaie Mabro a Confindustria e nell’ufficio del curatore fallimentare Carri «Vogliamo il Tfr» fotogallery

GROSSETO – Entro la fine del mese le pratiche e la documentazione per il Tfr saranno trasmesse all’Inps. È quanto il curatore fallimentare di Abbigliamento Grosseto, Francesco Carri, ha assicurato alle operaie ex Mabro.

Le dipendenti, che sono in mobilità ormai da quasi due anni (mobilità che terminerà a giugno-luglio), attendono ancora il pagamento del Tfr. Manca però, tutt’ora, la documentazione per la messa in pagamento. Il problema sorge dal fatto che, dopo il 2007, l’azienda ha deciso di versare i soldi nel fondo di tesoreria. Il fatto è che non si sa quanto (e se) sia stato versato: se questi soldi non fossero stati versati, ci sarebbe la possibilità di attivare il fondo di garanzia Inps, ma sino a quando non viene prodotta la documentazione relativa, da parte di Confindustria, il fondo di garanzia non può essere attivato.

Proprio per questo oggi le lavoratrici si sono date appuntamento sotto la sede di Confindustria per parlare con il direttore Antonio Capone, in una sorta di blitz a sorpresa. Il direttore però non era in sede al momento in cui le operaie hanno chiesto di vederlo «Prendiamo atto che in confindustria non c’è nessuno che possa darci una risposta – ha detto Francesca Ferrari Rsu della Cgil -. dopo due anni dal fallimento ancora non abbiamo avuto risposte né sappiamo che fine ha fatto il nostro Tfr. Quello che mi viene da pensare è che non sia stato accantonato».

Protesta Mabro

Catia Bardi della Uil le fa eco: «Vogliamo il nostro Tfr: per alcune colleghe in pensione c’è il rischio che vada in prescrizione perché sono passati due anni e mezzo. Non chiediamo la luna: il Tfr è roba nostra ed è brutto che ci sia questo rimpallo di responsabilità tra il curatore e la Confindustria».

Subito dopo la Confindustria le lavoratrici hanno deciso di incontrare il curatore fallimentare, Francesco Carri, che ha ricevuto una nutrita delegazione di operaie e che ha chiamato personalmente il direttore di Confindustria per capire quale era l’intoppo e come mai la documentazione relativa al Tfr non era stata ancora prodotta. «Confindustria ha riferito che prima era stata evasa l’ordinaria amministrazione e che a breve avrebbero lavorato anche sul Tfr . Affermano dal sindacato – e che tutta la documentazione sarebbe stata trasmessa all’Inps entro fine mese».

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