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LE INDAGINI – L’omicida di Follonica ha sparato quattro colpi. La pistola aveva la matricola abrasa

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FOLLONICA – «Un banale litigio». Questo, secondo il procuratore Raffella Capasso, il motivo della lite che ha portato alla morte di Salvatore De Simone e al ferimento del fratello Massimiliano e della farmacista Paola Martinozzi.

Il procuratore, nel ricostruire i fatti, parla di una sorta di raptus che ha portato l’assassino, Raffele Papa, 30 anni, a esplodere quattro colpi, uno che si è conficcato in una vetrina, e gli altri tre che sono andati “a segno”. Con il primo ha ucciso Salvatore, e con gli altri due ha ferito Massimiliano e Paola Martinozzi.

Il primo colpo è stato sparato contro la vittima, gli altri tre in un’altra direzione, verso il secondo fratello che stava fuggendo: un proiettile è stato per lui e l’altro per la farmacista. Sembra che fosse stato il padre il primo ad iniziare la discussione, con la madre dei due fratelli. Poi si sono messi in mezzo i figli. Secondo la Procura «L’episodio non fa pensare alla criminalità organizzata» Certo il fatto che nella casa di Raffele Papa fosse presente una pistola con matricola abrasa crea molti interrogativi, che si legano alla provenienza della famiglia, «il padre – ha confermato Capasso – ha alcuni precedenti e ha avuto collegamenti con l’area criminale legata al clan dei casalesi».

Dopo l’omicidio l’uomo è fuggito, lasciando la pistola al padre che a sua volta l’ha consegnata ad un dipendente che l’ha gettata via. Una pistola che, hanno precisato «non è un ferro vecchio» insomma un’arma perfettamente funzionante. «Quando siamo andati a casa del fuggitivo – affermano i carabinieri – la moglie lo ha chiamato, e Papa ha deciso di consegnarsi». Non è chiaro, invece, perché avesse scelto di venire a Grosseto, e quale fosse il suo piano di fuga.

Certo, anche se non si dovesse trattare di un’esecuzione per motivi di Mafia, qualche preoccupazione per la situazione nella città del Golfo c’è. Questo fatto si somma infatti ad altri eventi, anche se non collegati, tra cui l’arresto di un commercialista di cui si è occupata la Dda (direzione distrettuale antimafia) di Firenze. Tutte cose che farebbero pensare ad un salto “di qualità” della criminalità nona caso il sindaco di Follonica, Andrea Benini, ha parlato di «dinamiche camorristiche» nel commentare gli ultimi fatti di cronaca.

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