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Petizione antilupo, Confagricoltura «Settore allo stremo»

GROSSETO – Confagricoltura presenterà una petizione on line per contenere il numero dei lupi in Maremma e in Toscana. Paolo Rossi: “Il settore e’ allo stremo, i rimborsi dei danni subiti risolvono solo parzialmente un problema che portera’ alla chiusura molte aziende zootecniche”

“Lanceremo una petizione on line per chiedere l’abbassamento dei livelli europei di protezione del lupo e per attivare misure di prelievo controllato del lupo in Toscana”. Sono parole durissime quelle del direttore di Confagricoltura Grosseto, Paolo Rossi che interviene dopo l’incontro in Regione delle associazioni agricole con l’assessore Remaschi. “Adesso basta – attacca il direttore -. La situazione è allo stremo. Si deve decidere, e anche in maniera rapida, se vogliamo mantenere il settore allevatoriale toscano e maremmano o se preferiamo ad esso una invasione di predatori. Teniamo conto – continua – che il patrimonio zootecnico ovicaprino della provincia di Grosseto è stimato in 197.825 capi pari al 37% di quello della Toscana, la quarta regione in Italia per consistenza (il 6% del nazionale), con 4.200 aziende e almeno 5.000 addetti, escluso l’indotto e con allevamenti che per la stragrande maggioranza sono costituiti dai 100 ai 200 capi ciascuno.”

Di solo pecorino toscano Dop ne viene prodotto oltre 3,6 milioni di chili all’anno per un valore complessivo di quasi 52 milioni di euro. Ingente anche la produzione di carne ovina che raggiunge i 3,6 milioni di chilogrammi. “Ebbene – continua Rossi – tutto questo rischia di scomparire in pochi anni e con esso il suo valore economico e presidiale se non troviamo subito una soluzione al problema delle predazioni. Una problematica che sta assumendo connotati abnormi e ormai fuori controllo”. Da un progetto effettuato dal centro interuniversitario degli studi faunistici, sono stati censiti in Toscana 108 gruppi riproduttivi, dei quali 22 con soggetti ibridi a cui si aggiungono gli esemplari erranti per un totale di 550 soggetti. Dal 2014 al 2016 la Regione Toscana ha stanziato qualcosa come 2,4 milioni di euro per i rimborsi (tra danni da predazione e per perdita di produzione) e 800mila euro per i progetti di difesa passiva mediante l’uso di recinzioni e l’impiego di cani da guardiania.

Nel solo 2014 le richieste per danni da predazione e per la perdita di produzione sono state 281 con l’erogazione di 530mila euro, mentre nel 2015 sono state ricevute 616 domande per 860mila euro di danni accertati e tutto questo senza includere l’indennizzo dei costi sostenuti per gli animali feriti. “Se come recita il Piano Lupo – si chiede il direttore di Confagricoltura Grosseto -, questo predatore non può assolutamente essere toccato e di contro non si prevede alcuna azione a tutela degli allevamenti, sebbene vi sia la possibilità di derogare e arrivare ad abbattimenti al fine di prevenire gravi danni proprio in questo ambito, cosa facciamo degli ibridi? Cosa si aspetta, che chiuda anche l’ultimo allevamento in Toscana prima di intervenire? Forse presto arriveremo ad avere le pecore e le capre con gli allevatori nelle gabbie, per proteggerli dai branchi di lupi e di ibridi, che scorrazzano liberi, indisturbati e fuori controllo. Poiché anche l’incontro di oggi in Regione – commenta Paolo Rossi – ha raggiunto quanto ottenuto in precedenza, ossia un sostanziale nulla di fatto, basta con la retorica stantia e buonista che strizza l’occhio ad un “ambientalismo di maniera”, sempre più intransigente e intollerante verso chi la pensa in maniera diversa ed ha deciso di investire e di intraprendere nel lavoro della terra, salvo poi scandalizzarsi e imbastire campagne salutiste quando si assumono bevande di origine sconosciuta o si consuma formaggio importato da paesi il cui livello qualitativo e organolettico è assai basso.”

Giudicato positivo dal direttore quanto emerso circa gli indennizzi e le liquidazione dei danni fuori dal regime del de minimis, ossia la possibilità di sforare la soglia dei 15mila euro. Una impostazione questa che, a detta della Comunità Europea, esclude la possibilità di rimborsare il danno indiretto che spesso è più grave. Insomma, si risarcisce l’allevatore per l’animale morto e non si prevede alcuna provvidenza per ciò che avviene nelle greggi dopo aver subito l’attacco. Occorre poi capire quali risorse finanziarie vengono utilizzate, perché se si prevedono i fondi del Piano di Sviluppo Rurale, al danno si aggiunge la beffa di avere meno denari destinati al mondo agricolo, stornati quest’ultimi per risarcire un danno causato ad un bene che è definito patrimonio indisponibile dello Stato.

“Non possiamo sempre nasconderci – aggiunge il direttore Rossi – perché sappiamo bene che lupo e pastori non possono coesistere. Questo predatore deve essere tolto dai luoghi produttivi e ci dobbiamo dotare di una norma vera, e non farsa, per l’eliminazione degli ibridi. Troppo è stato detto in questi anni, senza mai voler trovare una soluzione definitiva al problema. Cosa c’è ancora da approfondire in merito alla impossibile coesistenza tra predatori e allevamenti? La questione è chiara. Lupi e ibridi scorrazzano indisturbati anche nei centri abitati. Cosa vogliamo aspettare, il solito “evitabilissimo” dramma all’italiana per poi provare a porvi un inutile, quanto infruttuoso, rimedio? A questo punto il re è nudo. E poiché in Italia si ottengono le cose solo dietro la sollecitazione che arriva da un bacino elettorale, quando non ci saranno più le imprese chi pagherà le tasse e manterrà i pubblici stipendi? I lupi? O meglio ancora il bacino elettorale che ha preteso la destrutturazione del settore produttivo allevatoriale? Proprio per questa ragione – conclude – come Confagricoltura, lanceremo una petizione on line in cui si chiede sul piano europeo l’adozione immediata delle necessarie misure per abbassare il livello di tutela del lupo e su quello nazionale, l’immediata presa in carico delle necessarie misure per rendere possibile il prelievo controllato del lupo in Toscana, in armonia con le direttive europee.”

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