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Pensioni. Ciaramella: «Legge Fornero: forse non riusciremo ad abrogarla, ma lotteremo per rivederla»

GROSSETO – «Non possiamo promettere l’abolizione della legge Fornero: forse non riusciremo a eliminarla definitivamente. I costi troppo alti che una tale decisione comporterebbe mettono un freno alla volontà di abrogarla, costi che l’Italia oggi non può sostenere. Noi con l’Italia-Udc, schieramento con il quale sono candidata al Senato alle politiche del 4 marzo, propone, nel caso non sia possibile eliminare questa legge iniqua, una riforma che per lo meno annulli i danni che ha portato, mantenendone solo i benefici». A parlare è Olga Ciaramella, candidata per “Noi con l’Italia” nel listino proporzionale del senato.

«L’abolizione della legge Fornero costerebbe molto alle casse dello Stato, sarebbe necessaria un’imponente operazione di spending review già avviata ma in realtà mai portata a compimento fino in fondo in questi anni. In ogni caso sono da superare alcune rigidità dell’attuale sistema previdenziale. Tra i punti da correggere ci sono le pensioni minime troppo basse e gli esodati, ma anche l’età in cui è previsto lasciare il lavoro: penso ad esempio al mio mondo, quello della scuola».

«E’ impossibile pensare che un’insegnante della scuola materna possa essere ancora efficiente a quasi 70 anni, dovendosi confrontare con bambini piccoli che hanno esigenze di gioco oltre che didattiche. Serve necessariamente un ricambio generazionale: parlo del settore scuola perché è quello in cui ho lavorato per 40 anni come insegnante e come imprenditrice e conosco bene la realtà attuale. Quindi occorre necessariamente rivedere la legge Fornero, ma senza promettere cose impossibili, che danneggerebbero il nostro Paese economicamente e socialmente».

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