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No al Ceta: “Anche i candidati del territorio devono aderire”

GROSSETO – La piattaforma italiana Stop TTIP / Stop Ceta chiede ai candidati del territorio di aderire ufficialmente alla campagna di pressione “NoCeta NonTratto” , volta a bloccare definitivamente in Italia la ratifica del Ceta, l’accordo di liberalizzazione commerciale Unione Europea – Canada.

Il principale effetto del Ceta è l’eliminazione di gran parte delle tariffe doganali tra Unione europea e Canada, circa il 98% delle barriere tariffarie tra le parti (Fonte Wikipedia)
Tra le altre disposizioni previste, secondo i favorevoli all’accordo, ci sono:
– la possibilità per le imprese europee e canadesi di partecipare alle rispettive gare di appalto pubbliche;
– il riconoscimento reciproco di alcune professioni, come architetto, ingegnere e commercialista;
– l’adeguamento del Canada alle norme europee in materia di diritto d’autore;
– la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici (clausola fortemente richiesta dagli agricoltori europei e una delle parti più lunghe e difficili del negoziato).

Ed è proprio questo ultimo punto quello più avversato nel nostro Paese e che desta maggiore preoccupazione “Basta liberalizzare il commercio a costo dei diritti e della salute in Italia e in Europa – illustra una nota del movimento che collabora con Arci, Arcs, Ari, Assobotteghe, Attac, CGIL, Fairwatch, Greenpeace, Legambiente, Movimento Consumatori, Navdanya International, Slowfood, Terra! e Transform – per questo chiediamo a tutti i candidati di aderire alla campagna “NoCeta NonTratto”, confermando l’opposizione a ogni tentativo di ratifica dell’accordo nel nostro Paese in continuità con l’azione capillare che ha bloccato la ratifica del Ceta nel 2017, rimettendo al centro gli impatti sull’economia, la società e l’ambiente non solo del Ceta, ma di tutti i trattati simili a questo, valorizzando l’impegno dell’intergruppo parlamentare “No Ceta” nella scorsa legislatura”.

Oltre 100 membri del Parlamento, provenienti dai diversi schieramenti, hanno aderito all’inter- gruppo perché preoccupati dell’impatto del Ceta sul nostro territorio “L’azione di questa alleanza – prosegue la nota degli attivisti Stop Ceta – grazie anche al contributo della Campagna Stop TTIP Italia e alle forti prese di posizione di CGIL, Coldiretti e delle altre organizzazioni No Ceta, ha fatto si che in Italia si sia instaurato un vasto e forte fronte di opposizione, grazie al chiaro posizionamento di oltre 1.200 Comuni e 13 Regioni che hanno votato delibere critiche sui trattati,impegnando Giunte e Consigli locali a premere su Governo e Parlamento”.

Certi che tutti i partiti e movimenti politici italiani abbiano a cuore la salute e i diritti dei propri concittadini, gli attivisti invitano i candidati a sottoscrivere il decalogo in cui si chiede l’impegno esplicito di bocciare il Ceta per riaprire un dibattito in Europa sulle regole del commercio tra UE e il resto del mondo “Serve una inversione di rotta alla liberalizzazione selvaggia degli scambi  – conclude Silvano Brandi, rappresentante in Maremma del movimento – fondando i negoziati su diritti, ambiente, salute, servizi pubblici, la sovranità alimentare e una economia sostenibile”.

Sul sito della Campagna Stop TTIP Italia ( https://stop-ttip-italia.net ) si possono scaricare materiali e decalogo, segnalando alla email stopttipitalia@gmail.com l’adesione e il collegio di candidatura”.

 

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