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Bandite, rinnovata la concessione agli agricoltori «Ma il canone è cresciuto del 600%» video

SCARLINO – È stato rinnovato questa mattina a Scarlino il contratto di quattro aziende agricole che si trovano nell’area della Bandite a Pian d’Alma. La concessione era scaduta da oltre un anno, ma il rinnovo tardava ad arrivare anche perché nel frattempo il canone di concessione è aumentata del 600%. «In principio forse era basso, era ancora in lire – afferma Enrico Rabazzi, presidente della Cia – ma adesso è decisamente fuori mercato. Non si può equiparare una concessione agricola agli stabilimenti balneari».

rinnovo concessioni demaniali

Stiamo infatti parlando di concessioni demaniali che rischiano di sottostare alla Bolkenstein. Ma in questo caso gli agricoltori insistono su quei territori da generazioni «Sono stati i loro nonni, a disboscare, a dicioccare – prosegue Rabazzi – e adesso si ritrovano con una situazione a scadenza, senza sapere se la concessione verra rinnovata». Oltre ai quattro agricoltori che hanno firmato oggi il rinnovo per i prossimi 19 anni (da 15 che era in principio), in totale sono 16 le aziende agricole che fanno parte del “Comitato poderi Pian D’Alma”. Per alcuni la scadenza è a breve, solo tre anni «Questo – afferma il presidente del Comitato Anselmo Florini – significa che in tanti limitano gli investimenti, le migliorie, perché temono di perdere tutto se la concessione non verrà rinnovata: noi chiediamo che si mantengano quei diritti che avevamo prima del ’72».

«Questo è stato un anno particolare per l’agricoltura – precisa Andrea renna direttore di Coldiretti -. Con il comune di Scarlino su questo tema abbiamo sviluppato una buona sinergia, e altrettanto auspichiamo con la Regione. Purtroppo quando ci sono vicende che si trascinano dal passato non è semplice intervenire».

Parla invece di una “firma amara” Rabazzi «nonostante la disponibilità di Comune e Regione, ma ci sono come a cui sottostare che non sono consone al comparto agricolo. Serve di trasformare la concessione in affitto. Non vorremmo che queste aziende sparissero dal territorio per soddisfare magari altri appetiti vista la posizione tra Punta Ala e Follonica».

L’amministrazione ha poi garantito che continuerà a seguire la vicenda, per garantire il rispetto delle norme ma anche al fianco degli utenti, degli agricoltori che tanto hanno fatto in questi anni per la valorizzazione del territorio e di quella zona in particolare.

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