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Imu e Tasi costano alle imprese maremmane 31,2 milioni di euro all’anno

Confartigianato: «Tasse su tasse, gli enti locali sostengano le aziende». Continua la campagna “Non prendeteci per il mulo”. Appello ai parlamentari grossetani

GROSSETO  – In un anno le imprese maremmane versano per le imposte immobiliari – Imu (imposta municipale unificata) e Tasi (Tributo per i servizi indivisibili) – 31,2 milioni di euro. A questa cifra, riferita all’ultima annualità disponibile, il 2016, va aggiunta la Tari, la tassa sui rifiuti urbani. L’imposizione fiscale sugli immobili delle imprese negli ultimi cinque anni (2011-2016) è più che raddoppiata (+119,2%): la richiesta di Imu e Tasi alle imprese arriva a 8,8 miliardi di euro in tutta Italia e la tariffa sui rifiuti porta un gettito pari a 10 miliardi di euro.

«Nell’ultimo quinquennio le entrate fiscali e contributive nel nostro Paese sono salite a 36.785 milioni di euro – spiega il segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto, Mauro Ciani – con un aumento del 5,4% trainato dagli 11 milioni di euro di maggiore prelievo di Imu e Tasi, che nel periodo analizzato aumenta del 119,2%. La mancata deducibilità dell’Imu dalle imposte dirette mantiene un iniquo prelievo sulle imprese, generando l’effetto perverso di ulteriori tasse sulle tasse. E’ oggi più che mai necessario un intervento deciso da parte degli enti pubblici affinché le imprese non implodano strozzate da una tassazione che ogni anno aumenta, così come aumenta la burocrazia. Il dato riferito alla nostra provincia è eclatante: nel 2016 le nostre aziende hanno versato 31,2 milioni di euro per le imposte sugli immobili, senza contare la spesa relativa alla tassa sui rifiuti. Riuscire a rimanere sul mercato a queste condizioni diventa difficile: adesso serve una manovra che porti un po’ di sollievo all’economia italiana e maremmana. Dal governo centrale agli enti locali: occorre l’impegno di tutti per cambiare rotta». La percentuale più consistente degli immobili delle imprese grossetane è rappresentata da negozi e botteghe, che si attestano al 28% del totale degli edifici tassati; il 16,5% sono alberghi e pensioni, 16,4% fabbricati per attività commerciali, 11,2% uffici e studi privati, 10,3% strutture adibite a lavorazioni industriali, 9,5% opifici e 7,5% laboratori per arti e mestieri. A proposito di tasse, Confartigianato porta avanti una campagna nazionale di sensibilizzazione per contrastare la legge di bilancio in fase di approvazione.

“Non prendeteci per il mulo”, è slogan scelto per lanciare il messaggio che gli artigiani non sono muli capaci di sopportare un fisco esoso, una burocrazia complicata e altri fardelli. «Abbiamo chiesto al governo – ricorda Ciani – che nella manovra economica in fase di approvazione siano inserite la deducibilità dell’Imu strumentale, l’innalzamento della franchigia Irap, l’applicazione del regime dei redditi per cassa e la definitiva abolizione del Sistri (Sistema di controllo sulla tracciabilità dei rifiuti). Come segretario di Confartigianato Imprese Grosseto faccio appello ai parlamentari grossetani affinché siano il tramite delle nostre istanze in tutte le sedi opportune. L’associazione lavorerà per trasferire alle amministrazioni comunali di tutta la provincia di Grosseto le richieste degli artigiani maremmani, affinché anche le imposte comunali non influiscano in modo gravoso sulla già pesante tassazione statale».

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