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Uscita di Sicurezza misura l’impatto dei propri interventi: ecco il bilancio sociale

La cooperativa pubblica i dati sulla sua attività: “In un'ottica di trasparenza e per pianificare meglio il nostro operato”, spiega Luca Terrosi, presidente della cooperativa

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GROSSETO – Oltre 12 milioni di euro di fatturato, di cui 7 milioni e mezzo investiti in paghe, 270 soci (di cui 250 soci lavoratori e 25 soci volontari), 357 dipendenti: sono questi i numeri del bilancio sociale 2016 di Uscita di Sicurezza, la cooperativa grossetana attiva nei servizi alla persona, con il suo ramo A, e da qualche anno anche in servizi di ristorazione e manutenzione, con il suo ramo B. Un documento utile per monitorare le attività della cooperativa che, quest’anno, si integra con la valutazione di impatto sociale, realizzata in collaborazione con Human Foundation.

“Siamo una delle prima realtà in Italia che ha deciso di investire nel percorso di valutazione di impatto sociale – spiega Luca Terrosi, presidente di Uscita di Sicurezza – per analizzare il ritorno che il nostro operato ha sulla comunità, valutare i nostri servizi e lavorare sulla pianificazione strategica”. Ma anche comunicare ai cittadini e ai portatori di interesse l’esito delle proprie azioni, in un’ottica di maggior trasparenza.

L’impatto sociale si misura sul “ratio Sroi”, il social return on investment, che indica, appunto il ritorno di ogni singola azione sulla società nel medio, breve e lungo periodo, e lo misura attraverso indicatori precisi, che hanno anche l’obiettivo di monetizzare l’esito di ogni singolo intervento sulla società, nel suo complesso. Sono state valutate le aree dell’assistenza agli anziani, in forma residenziale e domiciliare, dei servizi per disabili e utenti della salute mentale, dei servizi educativi per bambini e dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Il processo ha l’obiettivo di misurare l’impatto sociale generato da queste attività nei confronti degli utenti, dei loro familiari e dei portatori di interesse di riferimento. La metodologia utilizzata attribuisce un valore economico all’impatto rilevato, che viene rapportato al costo di erogazione dei servizi e genera il “ratio Sroi”.

“Il percorso sull’impatto sociale  – continua Terrosi – ha evidenziato valori e punti di forza della cooperativa permettendo, per primi a noi stessi, di dare un peso, anche economico, a servizi spesso immateriali, che sono difficilmente misurabili persino dagli operatori che li erogano ogni giorno”. Ad esempio, valutare il benessere di un anziano che vive in una residenza assistita non è semplice, ma proprio grazie al metodo studiato con Human Foundation si riesce a dare un valore misurabile ai suoi stati d’animo, sentimenti, bisogni.  “Questo percorso dimostra – aggiunge Terrosi – che Uscita di Sicurezza è sempre attenta a cogliere le occasioni di miglioramento che le si presentano, anche a livello nazionale, creando percorsi concreti e non avendo paura di mettersi in discussione”.

Per ogni settore di intervento, Uscita di Sicurezza e Human Foundation hanno individuato indicatori misurabili e obiettivi auspicati: il miglioramento delle qualità della vita per le persone anziane o disabili che vivono in struttura, ad esempio, il benessere psicofisico per gli anziani che ricevono assistenza domiciliari, gli utenti della salute mentale o i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza, e ancora lo sviluppo armonico e l’acquisizione dell’autonomia per i bambini che frequentano asili nido e scuole dell’infanzia.

Il progetto ha visto la collaborazione degli operatori della cooperativa, ma anche dei committenti dei servizi in appalto e degli utenti, che hanno partecipato attivamente all’individuazione degli indicatori da valutare. La valutazione dell’impatto sociale, infatti, oltre ad essere progetto innovativo, si contraddistingue per la partecipazione dei soggetti coinvolti a vari livelli e per la personalizzazione della ricerca.

Oltre alla misurazione dell’impatto sociale, il bilancio contiene dati e numeri sull’attività della cooperativa. Nel 2016, ad esempio dei 250 soci lavoratori l’86 per cento erano donne. Dei 357 (di cui 250 soci) dipendenti il 26 per cento ha meno di 35 anni, mentre l’età media si attesta sui 42 anni. Di questi, il 30 per cento è laureato e circa il 69 per cento possiede un diploma di scuola media superiore. L’80 per cento dei contratti attivi nel 2016 erano a tempo indeterminato.

Il bilancio sociale di Uscita di Sicurezza e la valutazione di impatto sociale sono scaricabili dal sito della cooperativa a questo indirizzo: www.uscitadisicurezza.grosseto.it/bilancio-sociale/

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