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Critiche al Fiora dal Psi: «Rete inefficiente e bollette troppo care. La depurazione non c’è ma si paga»

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GROSSETO – «Gli ultimi gravi episodi di rottura della condotta idrica in viale Sonnino hanno nuovamente portato alla luce l’assoluta insufficienza della rete idrica in città». Afferma il Partito socialista. «I notevoli disagi patiti dalla popolazione per quell’evento contrastano fortemente con i costi del servizio di fornitura idrica erogato dall’acquedotto, in particolare, e da più parti si sottolinea come la Società di gestione, che pure presenta da anni bilancio con buoni utili (10,3 milioni di euro nel 2016, 8,4 nel 2015) non riesca ad adeguarsi alla media nazionale. Da una rilevazione del Sole24ore infatti risulterebbe che il record del costo della fornitura più cara a livello nazionale spetta ai comuni di Grosseto, Siena, Arezzo (Acquedotto del Fiora) e Livorno».

«Altro aspetto di criticità è rappresentato dal rapporto con i cittadini che, per ogni minima esigenza, devono sobbarcarsi lunghe attese per avere riscontri alle loro richieste (tre giorni per il Comune di Grosseto) e non sempre con risposte risolutive. Il numero verde, in particolare, risponde solo dopo attese interminabili, e spesso consiglia di rivolgersi allo sportello. Inadeguata appare però l’organizzazione degli sportelli al pubblico, poco dotati di personale e, perciò, aperti in modo saltuario. Il sito web risulta altresì poco fruibile e spesso inesatto. Quanto sopra è stato messo in evidenza anche in sede di relazione al bilancio d’esercizio 2016 che riporta un indagine che assegna il misero voto di 6,2 del rapporto qualità prezzo». Prosegue il Psi.

Infine il Psi fa alcune domande: «Nella nota al bilancio 2016 dell’ente si dichiara che, nel periodo 2002-2016 sono stati allocati, per rifacimento di reti e impianti, 360 milioni di euro. Considerato lo stato della rete, si ritiene adeguato e ben utilizzato tale importo – chiede il Psi -? Perché, nella fatturazione, inviata agli utenti di alcuni comuni, viene indicata una quota per la depurazione se però non esistono in tali comuni impianti di quel tipo funzionanti ma, in alcuni casi, solo fosse “Imof”, per di più inattive? Positivo invece il ragionamento fatto da più parti sul recupero della ex Garibaldi e suo riutilizzo quale nuova sede dell’Acquedotto. La domanda: c’è un reale impegno in tal senso?».

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