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Caos pozzi, l’opposizione: «Il caso non è chiuso. CI sono ancora problemi»

GROSSETO – «Ci era stato raccontato che il problema dei pozzi irrigui era stato risolto. In realtà il recente confronto sulla stampa tra abitanti del Verde Maremma e sindaco, dimostra che si tratta di una questione alla quale l’amministrazione non riesce a porre fine. Non riesce perché per quanto il sindaco sia deciso a chiudere la faccenda, le questioni esistono – guarda un po’ – finché esiste il problema: come può un quartiere gestire un pozzo come quello di via Platino che ha 400 utenze? Ed ancora: che fine ha fatto la convenzione che impegnava il Comune a fornire l’acqua in cambio della gestione del verde da parte dei cittadini? A questo proposito, dai banchi dell’opposizione avevamo presentato una mozione che impegnasse il Comune a mantenere la regia pubblica nella gestione dei pozzi; prevedendo quel che poi è puntualmente accaduto: nei casi più complessi, in cui l’alto numero delle utenze rende ardua la presa in carico del pozzo, non è possibile la presa in carico da parte dei cittadini». Così si legge nella nota dei consiglieri di opposizione dei gruppi del Pd, Lista Mascagni e Passione Grosseto.

«La mozione fu bocciata perché il problema era praticamente risolto e gli amministratori di condominio avevano, sempre praticamente, già firmato la totalità dei contratti.

Fatto sta che gli abitanti del Verde Maremma – complici le difficoltà di accordo sulla presa in carico facilmente prevedibili – rimasero a secco nel pieno caldo torrido di Agosto e solo la buona volontà di un amministratore di condominio ha evitato il peggio».

«Adesso, con i cittadini che risollevano con forza il problema, le domande sopra poste continuano a rimanere senza risposta, con il sindaco che considera il problema “chiuso” e non intende più nemmeno parlarne. Una risposta tranchant che ci costringerà a presentare un’interrogazione per costringerlo a riparlarne».

«Sarà anche l’occasione per chiarire che la questione non è se i cittadini utenti debbano o meno pagare; è evidente infatti che chi usa il pozzo deve contribuire alle spese, cosa che l’amministrazione comunale ha stabilito almeno fin dal 2012. La questione vera è se il verde – anche quello privato, specie in contesti di particolare pregio ed ampiezza – è o meno un patrimonio della città. La posizione fin qui tenuta dall’amministrazione è purtroppo nota e l’hanno sperimentata sulla propria pelle i cittadini del Verde Maremma, che l’estate scorsa hanno visto il loro quartiere diventare – a dispetto del nome e del progetto per cui era nato – giallo. Speriamo di non assistere a quel triste spettacolo anche la prossima estate».

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