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Poggio Montrone, Balocchi: «Non c’è bisogno di un nuovo impianto». Le osservazioni

SANTA FIORA – “Il progetto della nuova centrale geotermica di Poggio Montone proposta dalla ditta Sorgenia è collocato nel territorio del comune di Piancastagnaio e le ricadute di impianto sul territorio di Santa Fiora si limitano ai pozzi di reiniezione dei fluidi geotermici, le piazzole a questi dedicate e le tubazioni di collegamento con la centrale – afferma il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi -. Nonostante questo coinvolgimento marginale, il Comune di Santa Fiora nelle osservazioni trasmesse ha voluto rimarcare la propria posizione e le condizioni imprescindibili da adottare nell’affrontare l’analisi di un’altra centrale nel territorio amiatino”.

“Un anno fa – commenta Balocchi – abbiamo preso una netta posizione contraria rispetto alla proposta di una centrale da realizzarsi in prossimità del centro abitato di Bagnolo, che avrebbe visto installare pozzi e centrale a poche centinaia di metri dalle case ed in piena vista da attività ricettive e turistiche. Anche in quel caso le nostre osservazioni furono vincenti perché oggettive e fondate su criteri tecnici e non ideologicamente schierate contro lo sfruttamento dell’energia geotermica. Su Poggio Montone seguiamo lo stesso percorso insieme agli altri Comuni interessati.”

L’esame del progetto di centrale “presenta diverse criticità che sono state elencate dettagliatamente nelle osservazioni presentate in sede di V.I.A.”. Nelle osservazioni si richiede:

– Piazzole sonda per sondaggi reiniettivi: riduzione delle piazzole al numero minimo e, in ogni caso, non autorizzare la PM5 perché incompatibile per la vicinanza con una struttura agrituristica;

– Utilizzo acque in fase di realizzazione: unica soluzione accettabile per il Comune di Santa Fiora sarebbe l’utilizzo del lago in prossimità della piazzola detto “Lago Lorentano” accompagnate da un adeguato studio di incidenza sul bacino idrico;

– Tubazioni di reiniezione: nella previsione che durante il trasporto delle acque si possano verificare rotture o sversamenti dalle condotte e che una perdita di notevole entità potrebbe mettere a rischio l’ambiente idrico del torrente Scabbia e quindi del Fiume Fiora il Comune ritiene opportuno predisporre un sistema di chiusure telecontrollate della tubazione almeno ogni 100 ml della stessa ed analizzare meglio questa probabilità nei documenti di progetto;

– Rumore: per evitare l’inquinamento acustico dell’area nel corso dei lavori il Comune richiede che venga realizzata un’idonea schermatura antirumore in grado di mantenere il rumore ai recettori sotto i 20 db;

– Sismicità: una volta raggiunte le pressioni massime di esercizio in reiniezione senza alcun fenomeno di rilievo, il progetto dovrà diventare, dal punto di vista sismico, ambientalmente compatibile, e fino ad allora non si devono superare comunque i valori limite forniti per la sismicità;

– Ripristini ambientali: al termine dei lavori, tutte le opere dovranno essere rimosse, e i profili originali dei versanti, ripristinati, inerbiti e cespugliati. Questa operazione dovrà essere garantita da idonea polizza assicurativa che preveda espressamente la rinaturalizzazione completa delle aree, la chiusura mineraria dei pozzi e ogni altra opera da eseguire;

– Ricadute socio economiche: Sorgenia elenca le risorse necessarie per la costruzione e l’esercizio dell’impianto ma non indica le modalità del reclutamento né le modalità del reperimento di imprese che svolgeranno lavori in appalto, è un punto da chiarire. La cessione gratuita di calore geotermico indicata a 50 gradi appare scarsamente utilizzabile;

– Reiniezione: se la reiniezione degli incondensabili, per qualsivoglia motivo, non potrà essere realizzata al 100% viene meno il presupposto progettuale e pertanto ogni eventuale autorizzazione rilasciata. Quindi, in questo caso, l’attività dovrà essere bloccata interamente e ogni opera realizzata smantellata.

“L’obiettivo del Comune – conclude Balocchi – è tutelare sempre il proprio territorio e la comunità sia in termini ambientali che economici. I vincoli che poniamo sono reali e tassativi ma non nascono da un’ottusa contrapposizione, anzi, guardano con interesse a nuove tecnologie per la conversione della geotermia classica in una coltivazione geotermica a reiniezione totale senza emissioni. Non avvertiamo l’esigenza di un’ulteriore centrale anche se solo nei pressi del nostro comune ma vogliamo approfondire il progetto senza preclusioni ideologiche. Tuttavia allo stato attuale questo progetto presenta i problemi che abbiamo evidenziato nelle nostre osservazioni: se non dovesse rispettare tutte le nostre prescrizioni il parere del Comune di Santa Fiora sarà contrario.”

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