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Verso il congresso Pd: «Sì al partito unito, ma c’è bisogno di pluralità»

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GROSSETO – «Nei luoghi dove al recente congresso nazionale l’area Orlando ha avuto una propria visibilità, in alcuni casi anche significativa, noi sostenitori della mozione abbiamo trovato, nel confronto politico locale con gli altri, le ragioni per contribuire a ideare un patto unitario per la gestione futura del partito sia sui livelli territoriali comunali che sul livello provinciale». A parlare è Giulio Querci, vice sindaco di Gavorrano, e membro dell’assemblea nazionale del Pd, eletto nella lista di Orlando. È lui che spiega quali sono state le scelte degli aderenti alla mozione di Andrea Orlando nei vari territorio della provincia di Grosseto.

«Così è andata – aggiunge Querci – per le Unioni Comunali di Follonica, Gavorrano, Scarlino, Castel del Piano e Grosseto, a Scarlino e Castel del Piano i candidati Segretari sono espressi direttamente dalla nostra area. Cosi ci proponiamo di fare anche per le composizioni delle varie assemblee. In altri Comuni i nostri aderenti hanno comunque sottoscritto le candidature proposte, così avverrà in tutti i circoli della provincia e così è avvenuto per Gesuè Ariganello candidato a Segretario provinciale».

“Davanti a tutti noi c’è un PD in una situazione di evidente difficoltà politica. In questi anni la vita interna è stata spesso caratterizzata da debolezze e divisioni che hanno contribuito a proiettare all’esterno un’immagine negativa del partito, che hanno ridotto la sua capacità di elaborazione e di iniziativa politica ed hanno impedito di coltivare e valorizzare le relazioni con i cittadini».

«I congressi territoriali devono rappresentare un nuovo inizio dove deve emergere e prevalere il comune senso di appartenenza e di solidarietà tra i componenti di una stessa comunità politica quale è il Partito Democratico. Per noi è importante un PD coeso ma plurale. Dove convivono nel reciproco rispetto e nella pari dignità i diversi orientamenti politici, dove la differenziazione delle idee è una ricchezza e la capacità di sintesi una priorità. Un partito aperto ma guidato da reali ed estesi gruppi dirigenti, insediato ed organizzato là dove lavorano e vivono i cittadini».

«Sono gli stessi risultati elettorali per noi fortemente negativi che ci indicano la strada da seguire. Un’epoca si è chiusa e dobbiamo aprirne una nuova. E’ necessario ragionare su un nuovo progetto programmatico e politico che adegui le nostre idee alle trasformazioni che velocemente modificano le realtà quotidiane. Occorre elaborare un progetto che indichi una prospettiva di sviluppo territoriale che punti a nuovi investimenti per creare lavoro certo e tutelato, un progetto che miri a governare le complessità di una società sempre più multietnica e bisognosa di integrazione e sicurezza».

«Una proposta che contrasti nel merito delle questioni le indegne ideologie fasciste, xenofobe e razziste che alcuni attori politici locali e nazionali propongono, insinuandosi nelle debolezze della nostra società. In poche parole un progetto per un futuro migliore che faccia tornare fiduciose le nuove generazioni per un avvenire più sereno. Per fare questo il Partito Democratico deve tornare ad essere interlocutore primario con tutte le parti sociali, sindacali, imprenditoriali, associazionistiche e di volontariato che sono la ricchezza del nostro territorio».

«Solo se il Partito Democratico riuscirà a sintetizzare e portare avanti queste istanze ponendosi al centro di un sistema di alleanze sociali e politiche riuscirà a confermarsi nelle elezioni amministrative del 2018 alla guida dei Comuni di Gavorrano e Semproniano e di provare a conquistare Monte Argentario divenendo allo stesso tempo una alternativa chiara, riconoscibile e quindi credibile nelle realtà amministrate dal Centrodestra come Grosseto, Orbetello e Manciano».

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