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Infermieri InForma: viaggio alla scoperta delle vitamine (parte 1)

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(parte 1)

Torna la rubrica curata dal Collegio Ipasvi di Grosseto. Qui trovate tutte le altre puntate: www.ilgiunco.net/tag/infermieri-informa/

Dott.ssa Adele Acquist, Infermiera Master in Coordinamento per le Professioni Sanitarie Operatrice specializzata in Taping Elastico®

Eccoci oggi a parlare delle vitamine, dei componenti essenziali per il funzionamento del nostro organismo, un argomento così importante e così ampio che, per trattarlo, avremo bisogno di ben tre puntate di questa rubrica per parlarne. La prima parte sarà prettamente introduttiva e andrà a delineare ciò che approfondiremo nella seconda e terza uscita nelle quali tratteremo nello specifico le caratteristiche e le proprietà delle vitamine idrosolubili e liposolubili.

Inizierei l’argomento dicendo che le vitamine sono state identificate per la prima volta nel 1911 da un medico polacco, Kazimierz Funk, che estrasse per la prima volta dalla crusca una sostanza in grado di curare il beri beri (malattia causata dalla carenza della vitamina B1). Le vitamine sono nutrienti essenziali per la salute, la cui regolare assunzione, può avere effetti importanti nella prevenzione di numerose malattie, tra cui varie forme di anemia, di disturbi del sistema nervoso, fino ad alcuni tipi di cancro. Esse sono un insieme molto eterogeneo di sostanze chimiche, normalmente necessarie in minime quantità per il fabbisogno dell’organismo, per questo classificate come micro-nutrienti, nel quale regolano una serie di reazioni metaboliche spesso funzionando come coenzimi, coadiuvando numerose reazioni chimiche. La carenza, è solitamente definita ipovitaminosi quando la vitamina è presente in quantità insufficienti e avitaminosi nei casi, molto rari, in cui è totalmente assente, ha sintomi specifici a seconda del tipo di vitamina e può causare diversi disturbi o malattie.

L’ipovitaminosi può dipendere da una insufficiente assunzione di vitamina con gli alimenti, da un aumentato fabbisogno, come avviene ad esempio in gravidanza, o dalla presenza di alterazioni intestinali che ne impediscono un regolare assorbimento, come nel caso di alcune patologie (alcolismo, celiachia, chetoacidosi alcolica, colangite sclerosante, encefalopatia di Wernicke, giardiasi, morbo di Crohn, psicosi di Korsakoff, sprue tropicale ecc.). Solitamente, la somministrazione di dosi di vitamina, tramite l’alimentazione o integratori specifici, è sufficiente a eliminare i sintomi. Raramente si può manifestare anche la condizione contraria, quella di ipervitaminosi, derivante soprattutto da un eccesso di assunzione di integratori. In genere le vitamine, se assunte in dosi eccessive, vengono eliminate con le urine, ma ci sono alcuni casi in cui queste sostanze si accumulano nel fegato o in altri tessuti del nostro corpo e in queste situazioni siamo in presenza di un problema da risolvere. Secondo le stime dell’ International Micronutrient Malnutrition Prevention and Control Program (IMMPaCt), ci sono miliardi di persone che nel mondo presentano carenze di vitamina A, di acido folico e di altri micronutrienti, come ad esempio il ferro e lo iodio. Il risultato di tali carenze è la diffusa prevalenza di malformazioni neonatali, disabilità e difficoltà di apprendimento, cecità, ritardo mentale, sistema immunitario indebolito, ridotta capacità di operare e lavorare, perfino morte prematura. Lo stesso ente sottolinea come un miglioramento della dieta, introducendo alimenti fortificati con il supplemento di integratori alimentari se necessario, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per combattere la carenza vitaminica e di sali minerali.

Il loro fabbisogno varia in funzione di età e sesso, gravidanza e allattamento. Tutte quelle di cui abbiamo bisogno si trovano nel cibo nelle quantità giuste, per questo motivo è necessario avere un regime alimentare molto vario, che non escluda nessun alimento, poiché è solo con questo metodo che ci si assicura un giusto fabbisogno, senza dover ricorrere agli integratori, che, in alcuni casi, possono risultare persino dannosi. In generale, le vitamine possono essere divise in base alla loro solubilità, liposolubili (A, D, E e K), trasportate dai grassi e immagazzinate nel tessuto adiposo. Poiché vengono eliminate con lentezza, un quantitativo eccessivo può più facilmente causare problemi di accumulo. E’ pressoché impossibile assumerne in quantità eccessive con gli alimenti, mentre può accadere con gli integratori. Le idrosolubili (C e vitamine del gruppo B), al contrario, non si accumulano nell’organismo e vengono eliminate velocemente attraverso le urine, per ciò è necessaria un’assunzione più regolare.

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