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Maremma Migliore attacca: «Nuova ondata di clandestini in arrivo in Maremma»

GROSSETO – “Ancora una volta la Prefettura di Grosseto, senza nessun avvertimento, ci regala, una nuova ondata di clandestini e siamo certi che purtroppo non finirà qui visto che gli sbarchi si susseguono giornalmente a colpi di tremila, quattromila o anche cinquemila unità nei porti italiani”. L’attacco arriva da Maremma Migliore-Fronte Nazionale di Grosseto.

“In arrivo – prosegue la nota – sono almeno cento persone che continuiamo a chiamare con il loro nome in corretto italiano “clandestini” in quanto forse fra due anni sapremo quali , di solito il 4% di loro, avranno riconosciuto lo status di rifugiati e quindi pieno diritto di essere accolti e aiutati dal popolo italiano.  Ciò che il Governo e quindi anche le prefetture in genere fanno finta di non sapere è che dopo tale periodo quel 96% di persone che non avevano alcun diritto di entrare in Italia e alcun diritto di rimanervi a carico del cittadino italiano che paga le tasse , non potendo di fatto essere riportati nei loro paesi d’ origine, riceverà un foglio di espulsione con lo status di clandestini che li renderà di fatto dei fantasmi  solo per lo Stato Italiano e non per le comunità locali che dovranno in ogni caso cercare di gestire il problema per non aggravare una situazione già precaria in termini di sicurezza , emergenza sociale, emergenza abitativa, microcriminalità diffusa e quant’altro.

“E’ ora che anche il popolo grossetano si unisca nella protesta per questa politica miope e falso buonista lesiva degli interessi di tutti compresi gli stessi clandestini – incalza Maremma Migliore – Come può uno stato destinare ingentissime risorse all’accoglienza di clandestini quando ormai da anni taglia continuamente le spese per sanità, pensioni e stato sociale in genere a danno dei propri cittadini che dovrebbero essere i primi soggetti da tutelare ?

Crediamo che sia giunto il tempo di dire forte e chiaro basta. Mobilitiamoci con tutte le forze affinché questa situazione vada a finire sia a livello locale che a livello nazionale”.

 

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