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Incendio alla discarica di Cannicci, l’Arpat: «Inquinanti sotto i limiti di legge»

PAGANICO – Sono al di sotto dei limiti previsti dalla legge gli inquinanti che sono stati ritrovati sul suolo e sui vegetali nella zona che circonda la discarica di Cannicci. Le analisi dell’Arpat quindi rassicurano dopo il maxi incendio che ha interessato la discarica nel comuen di Civitella Paganico lo scorso 26 giugno.

Sulla base dei dati meteo rilevati dalla stazione in esercizio presso la discarica, il Settore Modellistica Previsionale Arpat ha individuato le aree potenzialmente più interessate dalla dispersione e dalla deposizione delle sostanze rilasciate nel corso dell’evento, per orientare i prelievi in situ di matrici ambientali al fine di verificarne l’eventuale livello di contaminazione.

Sulla base di tali valutazioni il Comune ha anche emesso l’ordinanza 40 del 29 giugno, con la quale il raggio di applicazione delle misure precauzionali, inizialmente previsto in 2,5 km dal luogo dell’incendio, è stato ridotto a 1,5 km. Il 29 giugno, operatori Arpat, con la collaborazione della Azienda USL e del Comune di Civitella Paganico, hanno effettuato campionamenti di suolo superficiale e di vegetali nelle aree di impatto individuate ed anche al di fuori di tali aree: sulla base dei dettagli forniti dalla modellistica previsionale e delle informazioni acquisite nel corso del sopralluogo effettuato, sono stati individuati complessivamente 10 punti oggetto di indagine (7 suoli superficiali e 3 vegetali), collocati sia all’interno delle zone maggiormente interessate dalla ricaduta dei fumi, che esternamente a queste (anche con finalità di “Bianco”).

I campioni prelevati sono stati inviati ai laboratori ARPAT per la determinazione dei microinquinanti  (Diossine/Furani, IPA e PCB).

Di seguito sono specificati i campioni prelevati per le analisi:

  • Punto 1: terreno prelevato presso la proprietà Spargi;
  • Punto 2: vegetale, bianco (foglie di zucchine prelevate nell’orto del podere in località Podernuovo;
  • Punto 3: vegetale (foglie di bietola) prelevato nell’orto del podere in località Pian Colombaio;
  • Punto 4: terreno prelevato nei campi in loc. Pian Colombaio;
  • Punto 5: terreno, bianco prelevato nei pressi del Podere Citernone;
  • Punto 6: terreno prelevato presso il Podere Lodola;
  • Punto 7: terreno prelevato presso il deposito acqua);
  • Punto 8: vegetale, bianco (foglie di vite selvatica) prelevato in località Campo al Pero;
  • Punto 9: terreno prelevato presso impianto a biogas;
  • Punto 10: terreno, bianco prelevato presso la Strada Provinciale del Cipressino, oltre la zona di massima ricaduta (>1500 m).

Risultati

Tutti i campioni di suolo superficiale prelevati (sia internamente, che esternamente alle aree di impatto stimate) hanno evidenziato concentrazioni di microinquinanti  ampiamente al di sotto delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) indicate dalla colonna A (per siti a verde pubblico/residenziale) della tabella 1, allegato 5 alla parte IV del D.Lgs.152/06 e smi.

Per una valutazione dell’entità della contaminazione apportata ai campioni di vegetali dai fumi dell’incendio per diossine (PCDD), furani (PCDF) e policlorobifenili diossina simili (PCB DL) si prendono a riferimento i livelli di azione indicati dall’Unione Europea con la Raccomandazione n. 2014/663/UE pari a 0,3 pg/g (OMS-TEQ 2005) per PCDD+PCDF e 0,1 pg/g (OMS-TEQ 2005) per PCB DL.

Per quanto riguarda invece gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), si prende a riferimento il Regolamento UE n. 835/2011, che stabilisce i tenori massimi di tali sostanze nei prodotti alimentari. Tuttavia tale regolamento non fissa nessun limite specifico per ortaggi e cereali; così, al solo fine di riferimento orientativo per la valutazione, si individua il valore più basso stabilito da tale Regolamento per la matrice “alimenti trasformati a base di cereali e alimenti destinati ai lattanti e ai bambini”, seppure diversa da quelle oggetto di analisi. Tale valore è pari a 1,0 µg/kg sia per il solo benzo(a)pirene che per somma dei quattro IPA di riferimento (benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene e crisene).

Anche nel caso dei vegetali, i risultati delle analisi sono quindi ampiamente inferiori ai livelli di azione e ai tenori massimi assunti a riferimento.

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