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Infermieri InForma: … e se smettessi di fumare

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Torna la rubrica curata dal Collegio Ipasvi di Grosseto. Qui trovate tutte le altre puntate: www.ilgiunco.net/tag/infermieri-informa/

di Romina Chechi infermiera medicina interna

Secondo quanto denunciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la somma delle persone morte per AIDS, incidenti stradali, alcol, omicidi ,suicidi e droghe è inferiore alle vittime provocate dal fumo di tabacco.

Fumare fa male, si sa. Acquistando un pacchetto di sigarette compriamo anche una miscela di 4000 sostanze diverse di cui oltre 40 considerate cancerogene; a queste vanno aggiunti i fertilizzanti, gli antiparassitari e gli additivi utilizzati nella coltivazione del tabacco.

Le iniziative, gli appelli e le politiche di natura economica sembrano sortire poco effetto su quello che è chiamato “vizio”ma che di “abitudine riprovevole” ha davvero poco.

Ma perché è così difficile smettere di fumare? Perchè ad ogni “tiro” la nicotina innesca un meccanismo che si auto-alimenta e che si configura nel quadro della dipendenza. La nicotinico-dipendenza deriva principalmente dall’ attivazione dei centri del piacere e della gratifica situati nel cervello e l’astensione provoca un vero e proprio “craving”ovvero uno stato di sofferenza psico-fisica, tipico della tossicodipendenza, che comporta un irrefrenabile compulsione e desiderio incontrollabile della sostanza. Nel fumatore questo meccanismo non si interrompe mai. La nicotina quindi, stimolando questa parte del cervello, determina una riduzione dello stress e dell’ansia nonché rilassamento.

Ciò che caratterizza un fumatore, spesso, è la poca consapevolezza della propria dipendenza. Esiste un semplice test in grado di individuare il grado di dipendenza: il test di Fagerstrom. Rispondendo alle domande e sommando il punteggio si può scoprire il proprio grado di dipendenza.

Quanto tempo dopo il risveglio accendi la prima sigaretta?

Entro 5 minuti

3

Dopo 6-30 minuti

2

Dopo 31-60 minuti

1

Dopo 60 minuti

0

Trovi difficile astenersi dal fumare nei luoghi dove è vietato?

si

1

no

0

A quale sigaretta faresti più fatica a rinunciare?

La prima del mattino

1

qualsiasi

0

Quante sigaretti fumi al giorno?

10 o meno

0

Da 11 a 20

1

Da 21 a 30

2

31 o più

3

Fumi con maggiore frequenza nelle prime ore dopo il risveglio che durante il resto della giornata?

si

1

no

0

Fumi anche se costretto a letto da qualche malattia intercorrente?

si

1

no

0

Se il punteggio va da 0 a 2 il grado di dipendenza è “lieve”; da 3 a 4 dipendenza “media”. In questo caso il problema esiste e non va sottovalutato ma è comunque possibile porvi rimedio. Un punteggio da 5 a 6 indica una dipendenza “forte” mentre il livello da 7 a 10 colloca nella fascia di dipendenza “molto forte”. Per le persone con una dipendenza forte o molto forte sarà sicuramente più difficile smettere di fumare e si dovrà ricorrere ad un aiuto professionale.

Una volta compreso il proprio grado di dipendenza si può individuare la strategia più appropriata per farcela. Infatti nella scelta del metodo per smettere di fumare ognuno dovrebbe cercare la strategia che gli è più affine in base alle proprie risorse (età, numero di sigarette fumate, condizioni di salute, stile di vita ecc…). La sigaretta elettronica, indipendentemente dagli studi ancora in corso su una possibile nocività, non rappresenta un metodo per smettere di fumare in quanto sostituisce la sigaretta con un altro dispositivo e la poca regolamentazione che ne consente l’uso anche in luoghi chiusi ne aumenta la frequenza di utilizzo.

Per smettere di fumare, il metodo più efficace è smettere di fumare. Dentro questa frase è racchiuso il significato del successo di un difficile percorso che non accetta vie di mezzo. Può essere più efficace smettere di colpo oppure in modo graduale (sopratutto se si è forti fumatori) ma alla base di ogni strategia resta la forza di volontà. Infatti così come abbiamo deciso di cominciare a fumare possiamo decidere di smettere. La terapia motivazionale è la scelta più valida, economica e che da migliori risultati nel lungo periodo.

Si basa principalmente su poche regole che consentono di pensare in maniera positiva, abbandonare le convinzioni limitanti e credere in se stessi.

Vivere l’esperienza di smettere di fumare in termini positivi significa abbandonare l’idea di perdita e sacrificio che è radicata nella nostra mente. Spostare il focus da ciò che si crede di perdere a ciò che si guadagna e associare lo smettere di fumare a immagini positive, gratificanti. Avere la mente dalla nostra parte ci libera dal 99% dei problemi che hanno tutte le persone che non riescono a smettere.

Fin da piccoli siamo stati bombardati da informazioni errate sul fumo di sigaretta il cui unico scopo era quello di creare intorno alle “bionde” una sorta di fascino che associato all’effetto della nicotina le rende un veleno irresistibile. Così nel corso della vita ci convinciamo che fumare sia un piacere innocuo, che rilassa e finiamo per alimentare tutta una serie di falsi miti che è difficile smontare quando tentiamo di smettere di fumare. Osservare il fumo dalla sua prospettiva reale e modificare l’interpretazione positiva che abbiamo interiorizzato rende più facile spegnere l’ultima sigaretta.

Infine credere in se stessi: non si fallisce perché non si hanno le capacità ma perché si è convinti di non poter riuscire. Paragoniamo lo smettere di fumare ad altri eventi importanti della nostra vita in cui siamo riusciti: laurearsi, prendere la patente, trovare un lavoro….e se prorio non sappiamo smettere immaginiamo una persona che ci offre 1300 euro circa all’anno e dai 3 ai 9 anni di vita in più… è quello che potremmo avere, spegnendo l’ultima seigaretta.

Bibliografia – “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo” di Allen Carr

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