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I consiglieri di opposizione: «Sulle mense respinte tutte le proposte più importanti. Il Comune ha commesso un grave errore»

GROSSETO – “Il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento per la gestione del servizio di refezione scolastica per gli alunni delle scuole dell’infanzia statali, per le scuole primarie a tempo pieno e a tempo prolungato, e per le scuole secondarie a tempo pieno o che effettuano sperimentazione. Un regolamento che, nel nostro ruolo di consiglieri di opposizione, abbiamo cercato di migliorare nell’interesse della collettività e, in particolare, delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi che ogni giorno frequentano la scuola”.

La nota congiunta è dei consiglieri dei gruppi consiliari Pd (Lorenzo Mascagni, Ciro Cirillo, Manuele Bartalucci, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati), Lista Mascagni sindaco (Carlo De Martis, Marilena Del Santo), Passione per Grosseto (Rinaldo Carlicchi).

“Abbiamo proposto di privilegiare nei menu i prodotti del nostro territorio, a chilometro zero, al contempo evitando che siano inseriti alimenti contenenti o derivati da Ogm, ma la proposta non è stata accolta – scrivono – Abbiamo proposto, vanamente, di mantenere la riduzione delle tariffe, che questa giunta ha deciso invece di abolire, per le famiglie che si trovino a dover ricorrere al servizio mensa per più di un figlio. Abbiamo proposto di rafforzare la lotta contro gli sprechi garantendo in modo più rigoroso la donazione delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale, proposta che ha trovato accoglimento.

Abbiamo proposto di introdurre strumenti per rendere più incisiva l’attività di recupero dei crediti nei confronti delle famiglie, quando la morosità non dipenda da situazioni di effettiva indigenza e non abbiano sortito effetto i tentativi di rientro in via bonaria, proposta anch’essa che ha trovato accogliento, ma abbiamo ritenuto doveroso anche intervenire sulla norma che vieta di partecipare alla mensa agli alunni le cui famiglie, al momento dell’iscrizione, non siano in regola con i pagamenti”.

“Il servizio di refezione scolastica, come pur afferma la stessa giunta nel nuovo regolamento: “è un servizio che riveste una funzione educativa e formativa, che concorre ad attuare il principio di uguaglianza e di contrasto alle discriminazioni, previsto dall’articolo 3 della Costituzione”, “un importante e continuo momento di educazione e di promozione della salute dei bambini, che dovrebbe coinvolgere collegialmente docenti e genitori”.

Peraltro è lo stesso ordinamento scolastico a stabilire che il tempo dedicato alla mensa costituisce a tutti gli effetti parte dell’orario scolastico, concorrendo a definire il Piano dell’offerta formativa.

Già durante i lavori in commissione eravamo riusciti a far migliorare il testo, avendo trovato accoglimento la proposta del consigliere De Martis volta a consentire l’accesso al servizio alle famiglie che, se pur in ritardo con i pagamenti, avessero concordato un piano di rientro.

Restava sul tavolo la necessità di gestire la situazione di quegli alunni le cui famiglie, nonostante ogni sforzo e tentativo, non avessero provveduto a regolarizzare la propria posizione economica, eventualità che in alcun modo era stata contemplata nel regolamento predisposto dalla giunta”.

“Abbiamo allora proposto un coinvolgimento delle famiglie e dell’istituzione scolastica per individuare, nei singoli casi, le modalità più idonee a tutelare il prioritario interesse dell’alunno – scrivono i consiglieri – ma questa proposta è stata respinta, senza che nessun’altra venisse avanzata. Ora ci domandiamo cosa accadrà a queste bambine ed a questi bambini quando, al momento del pranzo, pensiamo in una scuola elementare a tempo pieno, ne dovranno essere esclusi, tra l’altro non essendo consentito consumare altri cibi se non quelli forniti dal Comune. Non solo: ci domandiamo anche come potranno gestire una simile situazione i dirigenti e il personale, docente e non docente, delle scuole interessate.

Noi crediamo che un’amministrazione comunale debba assumersi la responsabilità e avere la capacità di contemperare il legittimo diritto dell’Ente di riscuotere quanto dovutogli per i servizi erogati, nell’interesse di tutti i cittadini, con l’altrettanto importante diritto dei più piccoli di compiere il loro percorso di crescita nel modo più sereno e proficuo, senza scontare errori o mancanze delle proprie famiglie.

Noi crediamo che oggi il sindaco, la sua giunta e la maggioranza tutta abbiano commesso un grave errore”.

 

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