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Infermieri InForma. Come si assegnano i codici in pronto soccorso: il triage infermieristico

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di Claudia Laurenti e Michele Cerretani, infermieri

Il triage consiste nell’attribuzione dell’ordine di trattamento dei pazienti sulla base delle loro necessità di cura. Con il triage si definiscono le priorità di trattamento dei pazienti sulla base della loro gravità clinica, del rischio evolutivo e delle risorse disponibili. L’operatore sanitario che effettua il triage è un infermiere con competenze specifiche e certificate. La sua presenza è prevista da normative nazionali a partire  dal D.P.R. 27 marzo 1992, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17/05/1996.

Il termine Triage, dal francese “trier” che significa scegliere, non nacque in origine per gestire il sovraffollamento dei Pronto Soccorso; ciò è avvenuto successivamente, come evoluzione del soccorso extraospedaliero. Questo, a sua volta, nasce dalla sanità militare e dalla necessità di soccorrere feriti in guerra.

In Italia si è iniziato ha sentire la stessa esigenza intorno al 1990 quando si è verificato un aumento progressivo del numero di pazienti che affluivano al Pronto Soccorso, con un’incidenza sempre più elevata di casi non urgenti.

Codici di priorità – I Sistemi di Codifica (l’assegnazione del codice di priorità)

Cosa sono i sistemi di codifica?
Si potrebbe dire che un sistema di codifica è uno strumento che il triagista ha per comunicare agli altri (utenti, familiari ed equipe di trattamento) la decisione da lui assunta, cioè un mezzo che riassuma in maniera chiara, rapida ed inequivocabile quanto è presumibilmente “grave”, ovvero prioritario, rispetto ad altri, una persona da lui valutata.

Per fare questo e’ necessario adottare un sistema di codifica: i codici. Per rivestire il ruolo di utilità a loro assegnato devono avere alcuni requisiti.

I codici devono essere:

Utili per l’opera di triage
Che siano codici colore, numerici, o “a sigle”, che siano a tre, quattro, cinque o più categorie, l’importante e’ che risultino funzionali all’unita’ operativa che li utilizza.

Di rapida interpretazione
E’ utile che già ad una prima occhiata si abbia la percezione immediata del significato di ogni codice e delle sue categorie. Non ci deve essere bisogno di leggere o di fare calcoli ma solamente di decodificare il legame tra un “simbolo-livello di priorità”.

Universalmente condivisi
Un altro requisito non indispensabile ma importante e’ quello dell'”universalità”. E’ auspicabile che vi siano pochi sistemi di codifica e che questi siano universalmente riconosciuti e condivisi.

ESEMPI DI SISTEMI DI CODIFICA

Codici Colore – Nella regione Toscana è stato inserito anche il colore azzurro , codice , che viene utilizzato per casi minori e a bassa intensità.

Metodologia – Il processo metodologico di triage. L’applicazione di un sistema di triage passa attraverso la messa in atto di un “processo sistematico” di fasi che poggia su solide basi scientifiche.

LA VALUTAZIONE DI TRIAGE (processo metodologico – 4 fasi)

1 VALUTAZIONE “SULLA PORTA” (prima fase)

E’ la valutazione effettuata all’arrivo del paziente; occorrono: “colpo d’occhio”, rapidità, esperienza.
Occorre osservare e valutare:

Aspetto generale, Espressione, Colorito, Deambulazione

A) Pervieta’ delle vie aeree
B) Respiro
C) Circolo
D) Deficit neurologici \ livello di coscienza

2 RACCOLTA DATI (seconda fase)

La valutazione soggettiva: ovvero raccogliere tutti i sintomi raccontati dal paziente o dai suoi accompagnatori;
La valutazione oggettiva: in questo caso e’ il triagista che deve rilevare o misurare la sintomatologia oggettiva presente. Saranno ricercati i segni clinici presenti tramite:

l’esame fisico mirato (ispezione, ascultazione, palpazione)
la rilevazione dei parametri vitali (FC, PA, FR, SatO2, TC°, GCS)

3 DECISIONE DI TRIAGE – attribuzione del codice di priorità (terza fase)

E’ giunto il momento di decidere “quanto” una persona puo’ aspettare prima di ricevere la visita medica, in altre parole l’attribuzione del codice di priorità. Il triagista in base alla valutazione fatta nelle precedenti fasi decide quale priorità ha il paziente nei confronti degli altri utenti in attesa per essere inviato all’equipe di trattamento (visita medica). Vengono adottati dei sistemi di codifica (codici) i quali possono essere:

Codici “colore”
ROSSO: Accesso immediato

GIALLO: 10 minuti

VERDE: entro un ora

AZZURRO: un ora e mezzo

BIANCO: visita differibile

4 LA RIVALUTAZIONE (quarta fase)

Nella quarta fase l’operatore di triage si preoccupa di rivalutare le condizioni di salute delle persone poste in attesa. Questo perche’ nel tempo potrebbero variare, ed e’ quindi indispensabile variare, se necessario, la propria decisione di triage. A questo scopo e’ indispensabile:

Rivalutare ad intervalli temporali predefiniti in base al codice di priorita’ assegnato;
Percepire e registrare i cambiamenti clinici dei pazienti in attesa;
Riassegnare il codice di priorita’ se necessario.

l’operatore di triage non effettua una diagnosi, né imposta una terapia, cosa che resta di chiara pertinenza medica, ma sulla base della valutazione di segni e sintomi stabilisce la priorità dell’assistenza. Ciò garantisce un’equa distribuzione delle risorse disponibili, al fine di assicurare al paziente più grave priorità di intervento

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