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L’assessore Catalani risponde alle critiche: «Il teatro è una priorità, serve chiarezza»

FOLLONICA –  “Il teatro è un progetto completamente nuovo, ancora in via di sperimentazione, e come ogni nuova attività merita riflessioni e considerazioni, cose che tra l’altro stiamo accuratamente facendo con il direttore artistico, che si esprime sempre in maniera esaustiva nelle sue relazioni”. L’assessore comunale Barbara Catalani risponde alle critiche.

“Dal 2014 a oggi – spiega Catalani – tranne che in alcuni sporadici casi, il teatro ha sempre soddisfatto la richiesta di biglietti da parte del pubblico. Da un’attenta analisi, infatti, solo le richieste per il concerto di Battiato e per lo spettacolo dell’Incontrada, avrebbero supportato, in termini numerici, una replica, non realizzabile per impegni degli artisti. Nessun problema per tutti gli altri spettacoli ed iniziative, che hanno contato, dal 24 ottobre 2014 ad oggi, 25.751 presenze.

Chiaro quindi che la questione del “club” per pochi eletti sia un modo troppo semplicistico di affrontare la questione.

Per far crescere la cultura dello spettacolo dal vivo, occorre costruire un pubblico affezionato all’idea stessa della fruizione dello spazio, e non far abboccare spettatori all’amo del personaggio televisivo di turno.

L’intrattenimento, inteso come relax e divertimento, è una piccola parte della funzione del teatro, che dobbiamo comunque considerare come un presidio sociale e didattico che valorizzi anche le funzioni di educazione e intrattenimento”.

“A questo concetto si ispira la direzione artistica del teatro, questa è stata la nostra esplicita richiesta nella scelta del direttore artistico: progettazione del cartellone, sia nella programmazione didattica e laboratoriale (I progetti Teatro, Scuola e Società, per esempio, ma anche i laboratori di teatro fisico per i soggetti con difficoltà psichiche, oppure le prove aperte tenute dal direttore artistico Allegri). Inoltre, se qualcuno è a conoscenza di costi degli spettacoli inferiori in altre strutture, lo dimostri con i fatti. Il nostro lavoro si basa spesso su contatti con teatri regionali e nazionali. Una strada che invece stiamo percorrendo è quella della sistemazione di alcune problematiche tecniche, legate all’installazione di impianti audio suppletivi, così da far arrivare la voce degli attori anche nelle parti più alte del teatro”.

“Riguardo ai costi, il nostro teatro costa quello che indicammo nella delibera approvata in consiglio comunale. Il fatto che poi il teatro possa prevedere incassi solo per 400 persone, anche questo è un fatto inconfutabile.Certo non è nelle intenzioni dell’assessorato triplicare i prezzi dei biglietti. A questo preferiamo, di nuovo, cercare spettacoli di grande qualità, di livello internazionale e soprattutto sostenibili, fornendo un’alternativa a quanto possiamo trovare semplicemente guardando la tv o nei teatri limitrofi.

E’ venuto il momento del coinvolgimento del tessuto culturale cittadino, senza pregiudizi”: questo è un altro inutile proclama, bisogna essere fuori dalla realtà, o rinchiusi in qualche circolo privato di non so quale natura, per non vedere che questa relazione è quotidiana e costante rappresenta il cardine della mia attività di assessora. Parliamo con tutti coloro che producono cultura a Follonica, pubblici e privati, e in tutto il territorio provinciale, e sono tanti. Ci parliamo tutti i giorni, chiedendo e accettando consigli e molto spesso, approvando e finanziando i loro progetti.

La vecchia Fabbrica del Ferro è di nuovo un posto per fondere e infondere culture provenienti da ogni parte dell’Italia e del mondo. Una fabbrica aperta a tutti, in sviluppo e crescita, lo dicono i numeri. In piena applicazione della deliberazione del Consiglio Comunale numero 3 del 12 febbraio 2015, approvata da tutta la maggioranza e con un solo voto contrario della minoranza, siamo convinti che stiamo realizzando un grande servizio per la comunità, cercando di contenere per quanto possibile i costi e nel rispetto dei budget annuali, e siamo certi che i nostri avi, che tra quelle pietre ci hanno speso la vita, sarebbero fieri di noi”.

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