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Infermieri InForma: conosci il tuo profilo lipidico. Ecco cosa c’è da sapere su colestrolo e non solo

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Torna la rubrica curata dal Collegio Ipasvi di Grosseto. Qui trovate tutte le altre puntate: www.ilgiunco.net/tag/infermieri-informa/

di Niccolò Simonelli, Ricercatore Infermieristico e di Manuela Amato, Nutrizionista del Centro Cardiologico Monzino di Milano per l’ Area di Prevenzione dell’aterosclerosi

Conoscere il proprio profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi) è essenziale perché dei valori alterati possono costituire un rischio per la salute cardiovascolare.

La concentrazione elevata di lipidi può portare, gradatamente, ad una restrizione ed ostruzione dei vasi arteriosi con conseguenze anche gravi (aterosclerosi, infarto miocardico, ictus).

Si riportano a titolo informativo i valori di riferimento:

 

Ottimale Ai limiti superiori Alto rischio
Colesterolo Tot (mg/dL) < 200 200-239 > 240
Ldl (mg/dL) < 100 100-159 > 160
Hdl (mg/dL) Uomini > 39 35-39 < 35
Donne > 45 40-45 < 40
Trigliceridi (mg/dL) < 150 150-200 > 200

 

Purtroppo è frequente possedere livelli elevati di colesterolo e trigliceridi e non saperlo, poiché questa condizione non comporta sintomi sempre evidenti. Risulta quindi necessario determinare regolarmente, attraverso un prelievo di sangue, le concentrazioni di lipidi ma prima ancora sapere cosa sono queste molecole e come fare a mantenere i loro valori entro intervalli idonei.

Che cos’é il colesterolo? Il colesterolo è una sostanza grassa prodotta in buona parte (80%) dal fegato come prodotto intermedio del metabolismo dei componenti della dieta ed in minima parte (20%) proveniente dall’alimentazione (abbonda nei tessuti animali, mentre è assente in quelli vegetali). Dal colesterolo derivano altre sostanze essenziali per l’individuo come membrane cellulari, acidi biliari ed ormoni.

Come avviene il trasporto del colesterolo nel sangue? Il colesterolo deve essere trasportato dal fegato agli organi del nostro corpo attraverso il torrente circolatorio per esplicare la propria attività biologica. Allo stesso tempo tutto quello che non viene utilizzato e rimane libero nel sangue viene riportato al fegato per essere riciclato o eliminato. Il colesterolo non può disperdersi nel sangue, pertanto, viene trasportato nel circolo ematico da trasportatori speciali tra cui il colesterolo LDL e il colesterolo HDL.

Colesterolo LDL (“cattivo”) – Il colesterolo LDL trasporta il colesterolo dal fegato alle cellule del corpo. Quando è in eccesso permane nel sangue dove può accumularsi nelle pareti delle arterie aumentando il rischio cardiovascolare.

Colesterolo HDL (“buono”) – Il colesterolo HDL recupera il colesterolo in eccesso dai tessuti e lo riporta al fegato dove viene riciclato o eliminato diminuendo il rischio cardiovascolare.

13I trigliceridi sono i grassi più comuni nell’organismo e rappresentano la maggior fonte di energia. Sono grassi in minima parte prodotti dal fegato ed in gran parte introdotti con l’alimentazione. Essi, infatti, aumentano con l’assunzione di grassi, ma anche di carboidrati (pane, pasta, zucchero) ed alcol, trasformati dal fegato in grassi.

Esistono dei fattori che possono peggiorare il profilo lipidico?

  • fumo di sigaretta
  • inattività fisica
  • diabete
  • sovrappeso e obesità
  • età superiore ai 45 anni per gli uomini e ai 55 anni per le donne
  • familiarità per malattie cardiovascolari

Quali sono le strategie per migliorare il controllo di colesterolo e trigliceridi?

È evidente che la prima mossa terapeutica sarà quella di rimuovere tutti i fattori che contribuiscono al peggioramento del rischio cardiovascolare adottando tutte le strategie descritte di seguito:

  1. Non fumare

Il fumo ha anche un effetto negativo sul colesterolo, infatti è in grado di ridurre quello “buono” (HDL) e innalzare quello “cattivo” (LDL). Quindi, se si è fumatori l’ideale è smettere di fumare!

  1. Svolgere attività fisica

L’attività fisica aerobica (es. camminare a passo svelto, correre, andare in bicicletta, nuotare ecc.) se svolta quotidianamente per almeno 40 minuti di seguito determina, già dopo tre mesi, una riduzione del colesterolo LDL ed un aumento sensibile del colesterolo HDL. Ovviamente questo porta grandi benefici non solo al controllo dell’ipercolesterolemia ma anche alla forma fisica, al diabete e alla salute in generale.

  1. Seguire le seguenti norme alimentari:
  • perdere peso, se si è in sovrappeso
  • ridurre l’apporto di colesterolo con gli alimenti, limitando quelli che ne sono più ricchi (fegato e frattaglie, burro, uova, salumi, formaggi)
  • incrementare il consumo di alimenti ricchi di fibre idrosolubili (presenti soprattutto in frutta e legumi) ad ogni pasto per rallentare l’assorbimento intestinale di colesterolo
  • ridurre la quantità totale di grassi saturi e trans della dieta (margarine, panna, strutto, lardo prodotti da forno, fritti, carni grasse, salse, dolci, ecc…)
  • prestare attenzione ai prodotti confezionati recanti sull’etichetta “grassi idrogenati” (generalmente margarine e prodotti da forno).
  • aumentare il consumo di alimenti contenenti acidi grassi monoinsaturi come l’olio extravergine d’oliva e polinsaturi (soprattutto omega 3) contenuti in pesce azzurro, salmone, sgombro, aringa, trota e frutta secca (soprattutto mandorle e noci)
  • ridurre sensibilmente tutti i carboidrati, soprattutto quelli ad indice glicemico elevato (come zucchero, dolci, gelati, bibite gassate)
  • aumentare il consumo di cibi contenenti antiossidanti come frutta (soprattutto mangiata con la buccia) e verdure (consumate crude o al massimo cucinate al vapore)
  • moderare il consumo di alcolici

Esistono, inoltre alimenti funzionali il cui consumo può dare un contributo nel controllo dell’ipercolesterolemia e dell’ipertrigliceridemia. Tuttavia, il loro utilizzo non deve essere inteso come sostitutivo della terapia farmacologica stabilita dal medico.

Crusca d’avena

La crusca d’avena può essere utile, se consumata quotidianamente (2-3 cucchiai/giorno), a chi soffre di ipercolesterolemia o di un elevato tasso di trigliceridi nel sangue grazie alla sua capacità di ridurre l’assorbimento di grassi e colesterolo.

Alimenti a base di soia

La soia è in grado di ridurre sia l’assorbimento del colesterolo che la sua sintesi a livello del fegato grazie alle fibre ed alle proteine in essa contenute. Per questo motivo, il consumo di soia o alimenti a base di soia (come yogurt, tofu, hamburger, ecc.) può dare un valido contributo nella riduzione del colesterolo ematico.

Bevande a base di latte addizionate di fitosteroli

I fitosteroli sono componenti vegetali strutturalmente molto simili al colesterolo animale. Si ritrovano in ottime quantità negli oli vegetali, nella frutta a guscio e nei cereali. Essi agiscono attraverso diversi meccanismi inibendo l’assorbimento intestinale di colesterolo. Poiché il consumo ottimale di steroli vegetali per ottenere un significativo effetto di riduzione dei livelli di colesterolo ematico deve essere di circa 2-2,5 grammi al giorno, essi vengono aggiunti a diversi alimenti, soprattutto a base di latte.

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