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Riorganizzazione 118, Termine: «Se non funziona, si faccia un passo indietro»

MONTEROTONDO MARITTIMO – «Le risposte in materia di sanità ed in particolare di emergenze devo essere efficaci, se l’azienda non è pronta va fatto un passo indietro: il 118 non è solo un numero» con queste parole Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo parla della riorganizzazione del 118.

«Le persone, il loro benessere e salute, hanno la necessità di essere trattate con modalità e tempi diversi da quelli di ogni intervento pubblico – continua il sindaco – sulla riorganizzazione del 118 mi sono imposto di attendere il più possibile per vedere i risultati di quanto ci è stato presentato come un passo in avanti, un miglioramento dei servizi di emergenza-urgenza per il nostro territorio. Il tempo di osservazione è scaduto.

Purtroppo continuiamo a vedere un aumento importante di attivazioni nei territori, senza aver aumentato il numero dei mezzi; il numero della continuità assistenziale, forse per una carenza di organico, a volte non riesce a rispondere al cittadino; altre volte i mezzi hanno avuto una capacità di intervento con tempistiche maggiori rispetto al passato; il servizio nuovo è partito, ma ancora non è stato fatto quell’importante investimento sui territori e sui volontari.

Il mio è, innanzitutto, un richiamo agli impegni presi.

Prima della unificazione della centrale operativa con Siena in un incontro che ho voluto con tutti i sindaci, ci è stato presentato un servizio che andava a potenziare la rete dell’emergenza mantenendo le postazioni sanitarie e investendo su quelle dei volontari, potenziando il territorio con ingenti risorse per avere mezzi BLSD. Questo avrebbe determinato l’attivazione di un mezzo sanitario su ogni chiamata e parallelamente i volontari formati avrebbero potuto intervenire sul posto, in tempi brevissimi, con defibrillatori di nuova generazione.

Non possiamo permetterci “rodaggi” quando si tratta di salute. Servono risposte immediate e, se necessario, ripensamenti su ciò che è stato fatto. Se questi, infatti, sono i passi in avanti preferisco un buon passo indietro.

È urgente un incontro e soprattutto una reazione concreta ai disservizi evidenziati in questa fase. Il sistema preesistente a Grosseto era di ottimo livello supportato da professionisti di valore e da una forte rete di associazioni di volontariato. È un patrimonio di cui è necessario tenere conto.
Ho inviato in merito una lettera alla direzione generale agganciandomi e ricordando anche a quanto contenuto nell’interrogazione del consigliere Leonardo Marras dove si chiede: “Quali, nell’immediato, le soluzioni per ovviare ai problemi venuti fuori in questi giorni sulla stampa riguardo alle novità del servizio di Guardia Medica e 118 di Grosseto, in quanto tempo arriverà a regime e come si intende organizzare e migliorare il servizio?”
Se al momento l’azienda non è pronta a dare attuazione piena al progetto che era stato presentato ai sindaci è bene fermarsi e capirne i motivi.»

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