Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Gli angeli della “caretta caretta” in azione: «Pronti per accogliere nuove tartarughe marine» fotogallery

Più informazioni su

GROSSETO – Nonostante il freddo intenso, una quarantina di naturalisti, biologi e appassionati di ambiente e di mare, nella giornata di domenica 8 gennaio, hanno portato a termine con successo il corso organizzato dall’Associazione tartAmare, che si occupa di tartarughe marine.

L’obiettivo del corso era imparare a gestire eventuali eventi di nidificazione di questa specie che si potrebbero verificare con ragionevole probabilità già a partire dalla prossima stagione estiva.

«Negli anni passati –  afferma la dott.ssa Luana Papetti, responsabile scientifico di tartAmare  – chiamati in emergenza ad intervenire su nidi rinvenuti casualmente sulle nostre spiagge, abbiamo più volte sentito l’esigenza di qualificarci e fare esperienza in un ambito che per noi è abbastanza nuovo visto, data l’assenza di nidificazioni fino ad oggi sui nostri arenili, la nostra attività è prevalentemente concentrata sul soccorso e recupero di individui in difficoltà o spiaggiati. È stato così che abbiamo contattato l’Associazione Caretta Calabria Conservation, che già questa estate ci aveva seguito a distanza quando siamo intervenuti, insieme ad altri Enti ed Associazioni che nella nostra regione si occupano di conservazione di tartarughe marine, coordinate dall’Osservatorio Toscano della Biodiversità, nel difficile caso del presunto nido di Capalbio.

Caretta Calabria Conservation, che opera in Calabria, territorio in cui la nidificazione avviene regolarmente e con grandi numeri, ha accolto il nostro invito. Era nostro intento riuscire a realizzare la formazione sulle nostre coste».

Ogni spiaggia infatti ha le proprie caratteristiche, più o meno favorevoli al processo di nidificazione, quali pendenza, temperatura, granulometria del substrato, livello di erosione del mare e così via.

«La Maremma è stata comunque negli ultimi anni scelta da questo animale per deporre le uova e quindi tutto ciò ci fa pensare che possa divenire luogo di deposizione sistematica di questa specie  – dichiara il Vicepresidente di tartAmare Chiara Mancino – vorremmo farci trovare pronti nel caso in cui questa eventualità si verifichi ancora una volta, ed è stato di fondamentale importanza il percorso formativo di tre giorni che questi esperti sono venuti a condurre direttamente nel nostro territorio.»

«Il nostro ringraziamento – conclude il Presidente Davide Petri di tartAmare – va a chi ci ha aiutato a realizzare questo eventi formativo: l’Associazione SOS Animali International, il Comune di Grosseto, il Porto della Marina di San Rocco, Marina di Grosseto».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.