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Autostrada, Sani sfida Vivarelli Colonna: «Basta demagogia, faccia proposta seria»

GROSSETO – «“M’ha lasciato lei, ma l’ho deciso io”, rischia di finire così per la Maremma la vicenda del corridoio tirrenico. Un’infrastruttura determinante per lo sviluppo economico e il futuro di questo territorio, inutile menare il can per l’aia». Interviene a gamba tesa nel dibattito sull’autostrada, l’on. Luca Sani, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera.

«Ho la netta impressione – spiega il parlamentare – che Sat stia facendo una proposta inaccettabile in termini tecnici, sottovalutando il tema delle complanari, per farsi dire di No dal territorio. Questo sta succedendo. E il problema è che in troppi stanno facendo il gioco della società».

«Per questo non ci si può limitare a un’opposizione sterile al tracciato del corridoio tirrenico, fatta di proclami demagogici, che fanno solo da sponda alla provocazione di Sat. In modo particolare da parte degli amministratori del Centrodestra, che con capriole imbarazzanti sono passati dal sostegno compatto all’autostrada quand’erano opposizione, all’opposizione senza se e senza ma ora che sono al governo di importanti Comuni».

«Se si fosse stati in grado di adeguare l’Aurelia, ci saremmo arrivati ai tempi della proposta Amato di fine anni 90. Ma se non c’erano le risorse pubbliche allora, mi pare utopico pensare di poterne trovare oggi. Al netto di ogni altra considerazione».

«Per cui, oggi, o si aspetta il finanziamento Anas di un km all’anno, oppure si fa un intervento risolutivo attraverso i capitali privati di Sat, di proprietà della Società Autostrade. Naturalmente avendo presente che l’autostrada è un’infrastruttura necessaria allo sviluppo, alla sicurezza e alla velocizzazione dei tempi di percorrenza. Il resto sono chiacchiere».

«A questo proposito, ora Vivarelli Colonna non ha più alibi. Da sindaco del capoluogo e presidente della Provincia ha la responsabilità di farsi carico di una proposta a Sat che sia sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale sotto ogni punto di vista: impatto ambientale, tracciato, complanari, pedaggio ed equilibrio finanziario».

«Se le proposte saranno serie, nell’interesse del territorio, poiché questa infrastruttura è determinante per lo sviluppo e non può essere oggetto di scontro politico ideologico, siamo disposti a fare una battaglia comune. La cultura di governo – conclude Sani – non ci difetta».

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