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Tour del presidente del Consiglio regionale Giani sull’Amiata: a Santa Fiora accenderà il falò

SANTA FIORA – Ultima tappa 2016 del tour istituzionale del presidente del Consiglio regionale nei Comuni toscani. Eugenio Giani nel pomeriggio visiterà i Comuni amiatini in provincia di Grosseto: Seggiano, alle 15.30 e Santa Fiora, alle 16.30. “Il bilancio – ha detto il presidente Giani – è di 178 comuni visitati da inizio legislatura, in coerenza con l’impegno preso di visitarli tutti nel corso del mandato. Ne mancano 101”.

In serata il presidente parteciperà con il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi all’accensione dei falò, l’evento clou delle feste natalizie nel borgo amiatino. Questa ricorrenza ha origini medievali, quando le fiaccole venivano costruite dalle famiglie per illuminare i sentieri, che conducevano alla Pieve, allora fuori dalle mura, in occasione della Messa di mezzanotte della Vigilia di Natale. Il significato della vecchia consuetudine assume, con il tempo, il carattere di un rituale di iniziazione che vede protagonisti i ragazzi. L’uso di agitare le fiaccole viene interpretato con lo scopo di neutralizzare le streghe e le insidie della vita.

Il presidente Giani ricorda Santa Fiora come “una delle grandi capitali della Toscana nell’Alto Medioevo, quando era sede della stirpe comitale della famiglia Aldobrandeschi, che controllava il territorio dal Monte Amiata alla Maremma fino alla costa”. “Prosegue il mio impegno – ha dichiarato il presidente Giani – nella valorizzazione delle realtà amiatine della Toscana. Come sono stato presente ad Abbadia San Salvatore, nell’Amiata senese, all’inaugurazione del museo delle Miniere, così oggi volevo partecipare a Santa Fiora, alla fiaccolata”.

“Con la riproposizione dell’antico rito, Santa Fiora diventa capitale della Toscana. Si tratta – ha aggiunto Giani – di un luogo da promuovere e con il sindaco studieremo interventi per dare più eco alle bellezze di questa terra. La festa dei falò – ha concluso il presidente – riprende il senso della tradizione popolare più autentica, paganeggiante, testimonianza di un grandioso passato, quelle tradizioni che ci fanno amare sempre più la nostra regione.”

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