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Defibrillatore: quando si può salvare una vita. Ecco la MAPPA dei Dae in Maremma

GROSSETO – Ci sono 172 defibrillatori nella provincia di Grosseto. Censiti, almeno. Ovvero noti al 118, dei quali si conosce esattamente l’ubicazione. In realtà sono di più, probabilmente anche molti di più, visto che ai defibrillatori pubblici non censiti, si aggiungono anche quelli privati, ad esempio in dotazione alle associazioni perché giunti nelle sedi come regali da parte di privati.

Crescere “Ma dobbiamo crescere ancora molto – spiega Antonio Dello Sbarba, responsabile della formazione del 118 per l’uso del defibrillatore in Maremma – tanto lavoro è stato fatto, ma tanto altro ne servirà ancora per rendere la nostra provincia cardioprotetta”.

Formazione Il decreto Balduzzi, quello che dopo varie proroghe ha reso obbligatoria la dotazione di un defibrillatore in ogni impianto nel quale viene praticata attività fisica, ha dato ovviamente impulso alle associazioni e agli enti pubblici per l’acquisto degli apparecchi. Di pari passo, visto che il defibrillatore non è utilizzabile senza un apposito corso, sta crescendo la formazione: 1.082 le persone che hanno ottenuto l’attestato nel 2015, 1.510 nel 2016. “E parliamo soltanto delle persone formate dal 118  – prosegue Dello Sbarba – quindi si può dire che il messaggio pian piano è stato recepito da tutti. Grosseto non è ancora al passo con altre realtà italiane, ma è bello vedere come piccoli paesi quali Tatti o Giuncarico, per fare un paio di esempi, si sono mossi. Oppure leggere il progetto di Follonica cardioprotetta. Diciamo che in molti si stanno organizzando ed è bello pensare che altri lo faranno. Ecco, sarebbe importante l’impegno di tutti, chi ha in dotazione un defibrillatore non censito, ce ne dia notizia. La tempestività è tutto”.

Questione di minuti La tempestività è tutto. Agire nei primi tre-cinque minuti può salvare una vita. E’ già successo, più defibrillatori e persone formate ci sono, più aumentano le possibilità. “Nel 2016 – ricorda Dello Sbarba – abbiamo assistito ad alcuni eventi nei quali le persone si sono salvate grazie alla presenza di un defibrillatore: uno a Ribolla, uno a Marina di Alberese, uno a Punta Ala. Per fortuna i soccorritori erano lì ed erano attrezzati. Sia chiaro, i miracoli non si fanno, ma la nostra filosofia è quella di provare a salvare più vite possibile. Più salvatori ci sono, meglio è. Per questo il nostro lavoro, quello di formazione a tappeto, va avanti. A breve, con la riorganizzazione della Asl, ci sarà un incontro ad Arezzo e chiederemo lumi su come continuare nella nostra opera sul territorio”.

Defibrillatore per tutti E un cittadino comune, cosa può fare? E’ realistico pensare di tenere un defibrillatore in casa da usare in caso di necessità? “In casa forse no – risponde Dello Sbarba – ma in un palazzo in cui ci sono dieci famiglie, perché no? Il costo si aggira sui mille euro, il costo diventa alla portata di tutti”.

La mappa Cinquanta a Grosseto,  uno a Casalecci, uno a Braccagni, sei a Marina di Grosseto, sedici a Castiglione, due a Punta Ala, tre a Bagno di Gavorrano, 42 a Follonica, cinque a Scarlino Scalo, uno a Valpiana, uno a Giuncarico, uno a Cinigiano, due a Roccastrada, uno a Sassofortino, tre a Paganico, uno a San Martino sul Fiora, uno a Sticciano, tre a Monterotondo Marittimo, uno sul traghetto di Giglio Mare, uno ad Arcidosso, uno a Seggiano, uno a Tatti, uno a Ribolla, due a Pari, uno a Isola del Giglio, dieci ad Albinia, due a Punta Ala, due a Massa Marittima, sette a Orbetello, uno a Porto Ercole, due a Porto Santo Stefano, uno a Saturnia, uno a Montieri, uno a Scansano.

La mappa dei defibrillatori è in costante aggiornamento. Per aggiornarla, segnalando altri defibrillatori o correggendo la posizione di quelli già censiti, scrivi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@ilgiunco.net.

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