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Comprò una casa oltre 20 anni fa ma la ditta fallì, l’avvocato «La Cassazione ci ha dato ragione»

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GROSSETO – Incontrerà l’assessore Fabrizio Rossi giovedì 22 dicembre. Bruno Falzea, che da anni si batte per veder riconosciuto il proprio diritto ad una casa, incontrerà l’amministrazione comunale. «La vicenda di Falzea – ricorda il suo avvocato Caterina Argese – è iniziata nel 1991, quando decise di acquistare un modesto alloggio popolare».

«Falzea firmò un atto preliminare di compravendita per l’assegnazione di un alloggio popolare che doveva essere realizzato nella nascente area P.E.E.P. dell’Alberino in Grosseto – prosegue l’avvocato Argese -, versando acconti, a stati di avanzamento lavori, per complessivi 117 milioni di lire (oltre I.V.A.) dei 122 (I.V.A. esclusa) illegittimamente richiesti dalla ditta costruttrice. Di fatto la richiesta risultava illegittima poiché Bruno Falzea avrebbe dovuto versare alla ditta solo 62 milioni delle vecchie lire (e non 117) in quanto aveva deciso di farsi carico di un mutuo agevolato per i restanti 60 milioni. Per ottenere la stipula del contratto di compravendita di quest’immobile e per farsi restituire la somma si vedette costretto nel mese di maggio 1994, ad intraprendere un’azione giudiziaria innanzi al Tribunale di Grosseto».

«Dopo 8 anni dall’inizio della prima causa civile, durante i quali sono stati impiegati ben sei consulenti tecnici d’ufficio, la ditta nel dicembre 2002 veniva dichiarata fallita. In tutta questa vicenda il Comune di Grosseto, nonostante le numerose amministrazioni susseguitesi nel tempo, non ha mai ritenuto di esercitare il diritto-dovere di risolvere la concessione del diritto di superficie. Falzea da quel momento ha dovuto affrontare sette cause civili, presentare quattro ricorsi al T.A.R. della Toscana, tre appelli al Consiglio di Stato, tre ricorsi in Cassazione, tre cause alla Corte d’Appello di Firenze, e una lunga serie di esposti e denunce. Ad oggi, sono trascorsi ventitré anni dall’inizio di un vero e proprio calvario, e Bruno Falzea si ritrova senza un contratto definitivo. ma anche con il rischio di vedersi portare via il suo alloggio».

«Finalmente la Suprema Corte di Cassazione prova le ragioni di Falzea che ha presentato ricorso al Consiglio di Stato per contestare la sentenza pronunciata dal T.A.R. della Toscana. E il Comune di Grosseto, a seguito della modifica della compagine amministrativa del giugno scorso, ha accettato un incontro per il 22 dicembre con il Falzea ed il suo difensore» conclude l’avvocato Caterina Argese.

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