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Neonata muore nella culla: ecco cosa è la Sids, la morte improvvisa del lattante

GROSSETO – Dopo la morte della neonata di meno di due mesi trovata, questa mattina, senza vita nella sua culla, a Bagno di Gavorrano, grazie alla nostra collaborazione con il collegio Ipasvi, abbiamo voluto approfondire il tema della morte in culla, la cosiddetta Sids (Sudden Infant Death Syndrome).

di Andrea Minucci dottore magistrale in scienzeinfermieristicheed ostetriche

La SIDS viene definita come la morte di un lattante, di età compresa fra 28 giorni di vita e un anno, che si verifichi improvvisamente e che resti inspiegabile dopo un accurato processo diagnostico comprendente l’esecuzione dell’autopsia, l’esame dello scenario in cui si è verificato il decesso e la valutazione della storia clinica. Si tratta quindi di una diagnosi di esclusione. E’ anche nota come morte in culla o morte bianca e rappresenta la prima causa di morte in epoca post-neonatale.

La frequenza di SIDS, la cui stima è complicata dalla difficoltà nel distinguere fra le morti ascrivibili alla SIDS in senso stretto (e quindi non spiegabili) e quelle spiegabili dopo un’attenta valutazione della scena in cui si è verificata la morte (ASSB: Accidental Suffocation and Strangulation in Bed, morte in letto per soffocamento accidentale e strangolamento), varia nelle diverse regioni geografiche e etnie: nel periodo 1992-1996 in Europa l’incidenza più bassa è stata registrata in Ungheria (0.17/1000) e la più alta nella regione del Nord-Reno Westfalia (1.3/1000); nel 2002 è risultata pari a 0.3/1000 in Canada e a 0.6/1000 in USA con una netta differenza legata ai gruppi etnici: più alta fra i neri e i nativi (1.0/1000) e più bassa fra gli Ispanici e gli Asiatici (0.2/1000). Non è chiaro quanto questa variabilità sia legata a fattori ambientali (ricorso a diverse posizioni nel sonno per il bambino, attitudine ad allattare o al consumo di fumo e alcool) e quanto invece dipenda da fattori genetici.

Non esistono dati nazionali sull’incidenza del fenomeno, mancando un sistema di rilevazione omogeneo; in Italia, in passato, è stata calcolata nell’ordine del 1-1,5‰ dei nati vivi, ma è attualmente in netto declino per la maggior attenzione nel coricare i neonati in posizione supina. Ora è stimabile attorno allo 0,5‰, ovvero 250 nuovi casi SIDS/anno.

Il picco è fra i 2 e 4 mesi di età, soprattutto nel periodo invernale; è più rara dopo i 6 mesi, eccezionale nel primo mese.

La prevenzione della SIDS si pone come un’assoluta priorità nella salute pubblica.

Sebbene le cause non siano note, sono state però evidenziate delle correlazioni con alcune situazioni, sulla base delle quali sono stati individuati alcuni comportamenti in grado di ridurne sensibilmente l’incidenza.

L’adozione di queste semplici regole, nei paesi in cui sono state diffuse attraverso campagne d’informazione di massa, ha portato alla riduzione dell’incidenza della SIDS:

• il bambino deve essere messo a dormire in posizione supina (a pancia in su) sin dai primi giorni di vita; dovrebbe inoltre dormire in culla o nel lettino, meglio se nella stanza dei genitori

• l’ambiente non deve mai essere eccessivamente caldo. La temperatura ambientale dovrebbe essere infatti mantenuta attorno ai 20 gradi. Da evitare anche l’eccesso di vestiti e di coperte pesanti che possono far sudare eccessivamente il piccolo

• il materasso deve essere della misura esatta della culla/lettino e non eccessivamente soffice. Va evitato di far dormire il bambino sopra divani (anche per il pericolo di cadute), cuscini imbottiti, trapunte o comunque avendo vicino oggetti soffici quali giocattoli di peluche o paracolpi per evitare anche il pericolo dell’ingestione di corpi estranei

• il bambino deve essere sistemato con i piedi che toccano il fondo della culla o del lettino in modo che non possa scivolare sotto le coperte; va evitato l’uso del cuscino

• la condivisione del letto dei genitori (bed sharing) è da evitare

• l’ambiente deve essere libero da fumi, quindi non si deve fumare e soprattutto bisogna evitare che altri fumino in casa

• l’uso del succhiotto durante il sonno, raccomandato in alcuni paesi, può avere un effetto protettivo, in ogni caso va proposto dopo il mese di vita (per non interferire con l’inizio dell’allattamento al seno) e sospeso possibilmente entro l’anno di vita (per evitare che disturbi il buon sviluppo dei denti).

Normativa di riferimento:

  • Legge n.31 – 02 febbraio 2006 Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e di morte inaspettata del feto;
  • Decreto ministeriale – 21 dicembre 2007 Criteri di individuazione dei Centri di riferimento per il riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e di morte inaspettata del feto
  • Decreto 07 ottobre 2014 Protocolli diagnostici nei casi della morte improvvisa infantile e della morte inaspettata del feto tra fra 1 e 4 mesi di vita

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