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Tocchi attacca: “O la Regione mette i soldi o il bando giovani sarà un flop”

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GROSSETO – “Ho forti dubbi che le promesse del bando giovani potranno essere rispettate se non si trovano denari aggiuntivi. Ci aspettiamo che la Regione metta risorse aggiuntive altrimenti appena il 10% delle domande sarà evaso”.

E’ critico il presidente di Confagricoltura Grosseto, Attilio Tocchi, nei confronti del pacchetto giovani inserito nel Psr 2016, le cui domande sono scadute lo scorso novembre. Ricordiamo che queste risorse, circa 20 milioni di euro, sono erogate per aiutare l’avviamento di imprese per giovani agricoltori al fine di favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo. A rispondere sono stati 1.161 giovani toscani (179 grossetani) di cui solo in  123 si vedranno finanziato il progetto con al massimo 40mila euro a fondo perduto (per le zone non montane è 30mila euro) e con una percentuale dal 50 al 60% degli investimenti. Giovani che hanno peraltro speso da 350 euro per presentare la domanda, fino a 4mila euro, qualora l’istruttoria presentasse una progettualità più complessa.

“Se teniamo conto – aggiunge il presidente di Confagricoltura Grosseto – che lo scorso anno le risorse impiegate erano un quintuplo di quelle attuali e con esse sono state finanziate la metà delle domande, appare evidente e giustificabile la diffidenza con cui i giovani hanno accolto il bando scaduto il mese scorso. Ragione per cui invito l’assessore Remaschi, il quale sostiene di aver colto un grande slancio da parte dei giovani verso l’agricoltura, e per questo motivo a voler dare sostegno a questo entusiasmo, a trovare risorse aggiuntive che in ogni caso non riusciranno a rispondere a tutte le domande. Non dobbiamo  illudere i nostri ragazzi, vera e propria linfa alla quale l’agricoltura deve poter attingere per garantirsi un futuro e per garantire un futuro a chi decide di intraprendere in essa, mettendo in campo una miseria rispetto alla reale necessità palesemente dimostrata. Per credere nei giovani – conclude – bisogna farlo fino in fondo, non solo a parole, ma con i fatti e con le risorse”.

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