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Emergency Maremma ringrazia: con le serata a San’Andrea raccolti fondi importanti

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SANT’ANDREA – Ringraziamento per l’Unione sportiva sant’Andrea e il Comune di Magliano in Toscana arrivano dal gruppo dei volontari di Emergency della Maremma. Un grazie soprattutto «per l’indispensabile e preziosissimo sostegno dato ad Emergency nell’organizzazione e nello svolgimento della “Sagra del Baccalà” nelle tre giornate, dal 14 al 16 agosto 2016, dedicate alla raccolta fondi per Emergency».

«Ciò che si vuole qui esprimere – dicono da Emergency Maremma –, però, è molto di più di un semplice grazie; si coglie, infatti, l’occasione per complimentarsi con l’Unione sportiva sant’Andrea per la straordinaria organizzazione e ancor di più per la simpatia e l’umanità di tutto lo staff, in mezzo al quale è stato bello stare, sentendo davvero di essere tra Amici».

«Un grazie di cuore va anche ai sostenitori che sono venuti alla sagra durante i tre giorni ed alle numerose aziende dell’eccellenza del territorio che hanno donato i loro prodotti per la pesca di beneficenza tenutasi durante le serate dedicate ad Emergency».

«Le tre serate hanno consentito di raccogliere un consistente contributo economico che andrà a sostenere il Centro di Maternità di Anabah in Afghanistan in fase di ampliamento, progetto, questo, scelto dai volontari dell’Area Sud Toscana per il 2016. Si tratta di un Centro in cui ogni giorno nascono oltre quindici bambini e questo, in un paese in cui la salute di madri e bambini è un’emergenza quotidiana: la mortalità materna è 115 volte più alta di quella registrata in Italia, il tasso di mortalità infantile 24 volte. Va ricordato che la nuova ala del Centro sarà dedicata a Valeria Solesin, la volontaria di Emergency perita nel corso dell’attentato al Bataclan di Parigi nel novembre 2015».

«Si ricorda, infine, che Emergency, dal 1994 fino ad oggi, ha curato più di 7.000.000 di persone nei suoi Centri chirurgici, Centri per la riabilitazione fisica e sociale, Posti di primo soccorso, Centri sanitari per l’assistenza medica di base in Afganistan, Cambogia, Iraq, Libia, Sierra Leone, Sudan, Darfur, Repubblica Centrafricana ed Italia. Oltre ad aver attuato vari interventi in diversi Paesi – Algeria, Angola, Nicaragua, Palestina, Ruanda, Serbia, Sri Lanka – dove la guerra, la povertà e le calamità naturali colpiscono ciecamente le vittime incolpevoli di ogni età».

«Tutto ciò è stato possibile anche grazie ad associazioni, enti, privati, ecc. che, come in questo caso, concretamente e con serietà hanno sostenuto i progetti dell’associazione nata a Milano 22 anni fa».

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