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Campo di carne, al Teatro delle Rocce i fanti delle trincee in guerra come in minatori nel ventre della terra

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GAVORRANO – L’arte, il teatro di qualità, di riflessione, possono nascere ovunque, specie da un’esperienza come quella del Laboratorio teatrale Colline Metallifere, che nel centenario dell’entrata in guerra dell’Italia, ha voluto dare voce a tutti quei soldati che presero parte alla Grande Guerra e che, in molti casi, non tornarono mai a casa, o che lo fecero, mutilati nel corpo e nell’anima.

In questo “Campo di carne, storia privata del Milite Ignoto” i cento anni che ci separano dallo scoppio della prima guerra mondiale diventano materiale collettivo su cui riflettere e indagare; colpisce quanto siano comunicative e personali le testimonianze di una guerra globale sebbene combattuta in una modalità corpo a corpo, trincea contro trincea.

Per la prima volta su così vasta scala, si tentò di soffocare la sfera emotiva e fisica dell’individuo in nome della piena condivisione e accettazione di valori collettivi imposti dai vertici degli stati.

Valori che giustificavano la guerra come un’inarrestabile macchina produttiva “Siamo come delle viti di una macchina che viene spinta in avanti e non si sa dove, e viene rispinta indietro e non si sa perché, e come viti dobbiamo essere molati, stretti,avvitati e poi gettati via.” E. Toller.

La ricerca delle fonti che ha portato alla creazione di Campo di carne è stata ampia e variegata. Letteratura, teatro, musica e scioccanti video sulle condizioni mentali dei soldati di ritorno dal fronte.

Ma di centrale ispirazione al lavoro sono state le lettere da e per il fronte scambiate tra i soldati e i loro affetti più intimi.

Solo in Italia furono spedite 4 miliardi di lettere nonostante il 46% della popolazione fosse analfabeta.

In questa ricerca gli attori hanno spesso riscontrato forti analogie tra la vita e i sentimenti espressi dai fanti bloccati nelle trincee, e quella dei minatori costretti a una vita precaria e rischiosa nelle viscere della terra.

Un mondo, quello della miniera così importante per la storia di Gavorrano e del territorio delle Colline Metallifere.

Due condizioni, la miniera e la trincea, in cui emerge la vita più intima e segreta dell’essere umano, che freme e si leva in difesa di se stesso. Lo spettacolo, sarà messo in scena il 18, 19 e 20 luglio presso la Porta del Parco – Centro congressi del Teatro delle Rocce.

Euro 5,00

Prenotazione obbligatoria al 347-0840413 (Monica)

PORTA DEL PARCO – CENTRO CONGRESSI

18,19,20 LUGLIO 2015

CAMPO DI CARNE

Storia privata del Milite Ignoto

Laboratorio Teatrale Colline Metallifere

regia ROSSANA GAY E JOHNNY LODI

con PAOLO BIANCHI, LORENZO CANTINI,

CARLA COLAVOLPE, AZZURRA FABBRIZZI,

PIERO FABBRIZZI, ELISABETTA GUCCI,

SILVIO MALOSSI, MICHELA MARINI,

CONSOLATA PARACCHI, CRISTINA PRESTA,

GIANCARLO VIARO,FRANCO VILLAREALE

contributi sonori MAURO VILONNA

allestimento e luci IRENE INNOCENTI, FRANCESCO MARGAROLO

organizzazione MONICA GEMIGNANI

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