Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

La Maremma che eccelle: le foto di un grossetano in mostra alla Royal Academy di Londra

Più informazioni su

di Giulia Carri

LONDRA – Paolo Boccacci, architetto Grossetano che vive e lavora in Inghilterra, è l’unico italiano selezionato tra 12.000 concorrenti per esibire le sue foto durante la Summer Exhibition alla Royal Academy di Londra.

La mostra, inaugurata nel 1769, è una delle più antiche e rinomate istituzioni per pittori, fotografi, scultori e artisti visivi da tutto il mondo e Paolo è il secondo italiano a farne parte dopo lo scultore e pittore Mimmo Paladino.

Abbiamo intervistato Paolo per farci raccontare questa bella esperienza e sapere di più sulla sua fotografia.

Quando è nato l’interesse per la fotografia?
“Ho amato la fotografia fin da bambino grazie alla mia famiglia, soprattutto mio nonno e mio padre, ma è stato quando ho cominciato ad utilizzare il digitale otto anni fa, che è diventata una vera e propria passione. Prima scattavo solo il weekend o quando ero in vacanza, poi piano piano è diventato sempre più frequente, tanto da spingermi a fare dei corsi di fotografia per migliorare tecnicamente, quindi ampliare le possibilità artistiche delle mie foto.”

Come descriveresti il tuo stile?
“E’ una fotografia minimalista, soprattutto dittici e trittici. Sono ispirato da ciò che ho intorno, gli scenari che incontro quando sono fuori. La macchina è per me un mezzo per osservare la realtà esterna e documentarla nel tempo. Spesso si ispira all’ architettura, fotografo paesaggi urbani e naturali che poi scompongo in blocchi e ricompongo in una nuova forma. L’intento è quello di creare diversi punti di vista per l’osservatore, dare una nuova identità visiva alla percezione realtà, mettendola in discussione.”

Che foto hai presentato per la selezione?
“Dovendo mandare due foto ho scelto un dittico di un paesaggio urbano a Londra. Ho fotografato dei muschi e licheni che crescono su delle pietre, l’effetto è quello di un prato o un paesaggio naturale, in realtà è nel centro di Londra. Questo è il processo che uso per ricostruire le realtà visive che colgo con la macchina, creare un nuovo paesaggio per “disorientare” l’osservatore rispetto a ciò che si crede realtà.”

Entrare alla Summer Exhibition della Royal Academy era un tuo sogno?
“In realtà tutto è accaduto in modo quasi incredibile. Non avevo mai pensato di partecipare finché il giorno della scadenza del bando, una mia collega mi ha incitato a farlo dicendo che le mie fato erano molto interessanti ed avrei dovuto almeno provare. Così quella sera dopo una lunga giornata di lavoro ho deciso di tentare ed ho presentato un dittico di foto, non sapendo neanche quale fosse il processo di selezione. E’ stata una vera e propria scommessa.”

Come funziona il processo di selezione?
“Ho poi scoperto che si divide in tre fasi. La prima è puramente visuale. Si devono presentare due foto via email senza alcuna descrizione, il costo di iscrizione è 25 sterline a foto. Superata questa prima selezione le foto vanno presentate stampate per poi accedere alla terza fase dove ti comunicano di essere stato selezionato per partecipare alla mostra. Il processo dura diversi mesi, onestamente me lo ero quasi scordato e quando ho ricevuto l’email che annunciava la mia selezione è stata davvero una sorpresa. L’inaugurazione della mostra, il Varnishing Day, è tradizionalmente riservata solo agli artisti che espongono ed è molto emozionante. C’è una processione formale nella città, guidata da un funzionario religioso che ti porta alla Royal Academy il giorno di apertura. E’ lì che ti rendi conto di far parte di qualcosa di importante ed è molto bello.”

Come ti senti ad essere stato selezionato per una delle mostre di fotografia più prestigiose del mondo?
“Onestamente ho cominciato a rendermene conto da poco. Ovviamente ero molto felice di essere stato selezionato, ma solo quando ho cominciato a dirlo alle persone che sgranando gli occhi mi dicevano quanto fosse difficile entrare, ho realizzato quanto importante fosse la Summer Exhibition nel panorama artistico internazionale e di essere stato molto fortunato.”

Cambieresti professione per passare del tutto alla fotografia?
“In un mondo ideale sì, ma per quanto il prestigio della Royal Accademy sia enorme e ti garantisca vendite e massima visibilità durante la mostra, non è automatico poi avere una carriera come fotografo professionista. E’ un grande trampolino di lancio, ma quello che viene dopo dipende molto da te, quindi se per me dovesse accadere ci vorrà comunque un po’ di tempo. Inoltre non voglio abbandonare completamente l’architettura. Sicuramente farò più mostre e investirò di più nella mia fotografia, vediamo come andrà.”

Vuoi esibire in Inghilterra o in Italia?
“In entrambi i posti, ma soprattutto vorrei fare una mostra a Grosseto. Ne sto parlando con la ragazza di mio fratello che adesso gestisce il negozio di cornici di mio padre, e si sta informando su possibili location. La mia famiglia mi sostiene molto. Specialmente mio padre, con il quale ho sempre condiviso la passione per la fotografia e che mi ha insegnato ad incorniciare le mie foto, mi spinge a trasformare questa passione in una professione, sarebbe molto felice se diventasse una vera e propria carriera. Non so se potrà esserlo, ma sicuramente continuerò a fotografare ed esibire il più possibile.”

La Summer Exhibition è alla Royal Academy di Londra fino al 3 Agosto 2015.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.