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Turismo in crisi a Monte Argentario: meno 18 mila presenze. La metà dei mancati arrivi di tutta la Maremma

di Sabino Zuppa

MONTE ARGENTARIO – Tempi duri per il settore dell’accoglienza turistica di Monte Argentario dove, le statistiche conclusive dell’anno 2014 redatte dalla Provincia di Grosseto, parlano di uno livello di crisi del settore che sembra aver superato i valori medi provinciali.

Sono più di 18 mila, infatti, le presenze turistiche che sono mancate all’appello sul promontorio rispetto al 2013, le quali hanno evidenziato un calo corrispondente a quasi la metà delle presenze mancanti in tutta la Provincia, dove la diminuzione è stata di circa 40 mila unità. Un valore preoccupante, associato anche ad un calo degli arrivi del 3,65% su base annua che segnala che l’Argentario ha subito in maniera particolare la crisi economica generale, forse anche a causa della tipologia di strutture che sono in maggior parte appartenenti alla tipologia degli alberghi, ossia di quel tipo di aziende che offrono livelli qualitativi più elevati dell’ospitalità collegati però ad un prezzo più alto.

Del resto, la recente scoperta di una recensione della famosissima guida turistica internazionale, Lonely Planet, che ha bacchettato l’Argentario definendo “ambiziosi” i prezzi di alberghi e ristoranti rispetto al servizio offerto, potrebbe essere la reale motivazione di un calo vistoso che ha interessato anche i turisti stranieri, come nel resto della Maremma. Oltretutto proprio il turismo estivo, il pezzo forte per località come Porto Santo Stefano e Porto Ercole, ha visto una sofferenza quantificata in un – 5,3% di arrivi ed in un -11,72% delle presenze: numeri davvero preoccupanti che evidenziano che il tipo di inclinazione turistica locale è proprio tra quelli che più hanno risentito della crisi.

Per migliorare si dovrà quindi ripartire da questa situazione in un contesto che non è certo migliorato a livello istituzionale dopo l’annuncio che le nuove disposizioni della legge regionale sul riordino degli enti provinciali sposterà la competenza dell’accoglienza ai Comuni i quali, giocoforza, dovranno cercare di sviluppare sinergie ed attività di collaborazione con gli imprenditori del settore turistico in maniera da poter arginare questa emorragia di presenze di turisti nelle strutture argentarine che rispecchia tuttavia un trend nazionale discendente.

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