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Vela: Pedote e Marié si sfidano nell’oceano. Alla Transat è duello tra il follonichese e il francese

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FOLLONICA – A circa 1.100 miglia da Pointe a Petre (Guadalupe), la Transat è diventata una corsa sul filo delle miglia e del vento. Aliseo a favore, ma continua ad essere di lieve entità (8 – 10 nodi), la flotta è collocata 200 miglia sotto la “rotta ideale” (quella diretta per l’arrivo), con frequenti cambi di direzione alla ricerca di zone con un pur minimo incremento del vento. In tal modo, aumentano di molto le miglia di navigazione percorse e da percorrere. Da 24 ore, il francese Benoit Marié è passato al comando con un vantaggio oscillante tra 5 e 15 miglia su Giancarlo Pedote (GDV LNI Follonica) ed il suo ITA 747 “Prysmian”.

Nel tardo pomeriggio di ieri, Giancarlo ha “aggirato” una zona di estrema calma, in cui si è invece infilato Marié, ed al rilevamento delle 20 le due barche erano separate da appena 0,3 miglia (circa 500 metri). Per la prima volta, il nostro atleta si trova “sopra” il francese in un’area con qualche prezioso nodo in più di aria ed una prua migliore. Sfruttando una situazione più favorevole (in particolare una lunga fase con circa 2 nodi di vento in più rispetto ai primi), gli inseguitori della coppia di testa hanno ridotto lo svantaggio: Fermin (Fra) 3° a circa 64 miglia, Garcia (Spa) a meno di 100, Delesne (Fra) a poco più di 110 miglia. Stamane, l’atleta del GDV LNI Follonica è tornato al comando con 12 miglia di vantaggio sul francese.

Marié e Pedote hanno di fronte a sé, grosso modo a 130 miglia di distanza, condizioni di maggiore forza del vento (12 – 14 nodi), raggiungendo le quali potrebbero di nuovo allontanare i tre inseguitori. Resta il fatto che la lotta tra i due è serratissima ed una regata in pieno Oceano sembra essere diventata una corsa con un lungo sprint. L’altro italiano nei prototipi, Michele Zambelli, ha perso qualche posizione, ma è pur sempre al pregevole 10° posto.

Nei “serie”, il francese Belloir è 1° fin qui con una performance eccellente: rispetto all’intera flotta è infatti 5°, con un ritardo relativamente contenuto rispetto ai primi due prototipi (circa 100 miglia). Nella categoria “serie”, l’italiano Bona continua ad essere nei primi 10 (adesso è 7°).

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