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La Maremma della crisi. Artigiani, segnali positivi solo per le costruzioni

di Daniele Reali

GROSSETO – È cresciuto dell’1,9% il fatturato delle imprese artigiane maremmane nel corso del 2012. Un dato positivo rispetto all’anno precedente e in controtendenza rispetto alla media della Toscana (-3,7%): un balzo in avanti sensibile che però non convince del tutto sulla possibilità di una nuova fase economica per la provincia di Grosseto.

A trainare gli altri settori nel 2012 è stato soprattutto il risultato ottenuto dal comparto delle costruzioni che ha visto crescere rispetto al 2011 il suo fatturato del 10,1% mitigando così l’effetto negativo del manifatturiero (-5,4%), dei servizi (-8,1%) e per esempio della metalmeccanica, il settore più grande in provincia, che ha fatto registrare un – 7,4% (nella foto da sinistra Renzo Alessandri e Andrea Manuelli).

«Una rondine non fa primavera – ha commentato il direttore di Cna Grosseto Renzo Alessandri – e nonostante questi dati positivi, dovuti a fattori temporanei come ad esempio lo sviluppo dei cantieri delle aeree peep a Grosseto e dell’insediamento commerciale della “Stecca” sempre in città, la situazione rimane critica».

La Cna, oltre al rapporto Trend, monitora 350 imprese del territorio. Un’analisi dalla quale emerge che «per 55% di coloro che fanno parte del campione la situazione economica è peggiorata, per un ulteriore 10% è molto peggiorata, mentre è considerata “stabile” dal 32%».

Come messo in evidenza dal rapporto Trend le notizie positive riguardano in pratica soltanto il comparto edilizia: qui il fatturato è cresciuto di 18 milioni di euro in termini assoluti. Le criticità però del sistema economico della Maremma rimangono tutte e «non è scontato, quindi, un risultato analogo nel 2013». Tre sono i fattori che pesano di più e che rendono il quadro della ripresa molto incerto. Per la Cna il settore delle costruzioni potrebbe essere messo in difficoltà da tre incognite: la stretta creditizia, gli effetti dell’Imu e il problema della burocrazia.

A testimoniare l’effetto recessivo della crisi in provincia anche i dati sulla mortalità delle imprese. «

Il perdurare della crisi ha determinato, a Grosseto, un calo ‘demografico’ di 326 imprese artigiane.  Se nel 2007 le imprese iscritte all’albo in provincia erano 6.498, alla fine del 2012 erano ridotte a 6.172».

«Ancora una volta Grosseto “capitalizza” – spiega Andrea Manuelli, il ricercatore che ha stilato il rapporto Trend – un rimbalzo delle costruzioni il cui carattere sembra essere di natura temporanea. Per il resto la situazione rimane negativa ed in linea con il profilo generalizzato di crisi» anche perché «gli stessi consumi e retribuzioni nelle costruzioni si sono invece contratti».

Difficile dunque capire se anche nei prossimi mesi ci sarà una tenuta delle costruzioni senza scelte politiche da parte del governo centrale o a livello periferico. Per la provincia di Grosseto l’avvio dei cantieri della Due Mari in questo senso potrebbero rappresentare un “moltiplicatore” per le imprese artigiane del territorio.

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