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“Gusto È Libertà”: quando la buona tavola diventa protagonista in carcere

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MASSA MARITTIMA – Si è svolta mercoledì 30 gennaio, presso la Casa Circondariale di Massa Marittima, l’iniziativa “Gusto È Libertà” organizzata dalla condotta Slow Food di Monteregio con il patrocinio del Comune di Massa Marittima e con la collaborazione del CoSviG, il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche, e della CCER, la Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili della Toscana.

Proprio la Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili è stata responsabile della fornitura delle materie prime per la preparazione del buffet, realizzato utilizzando i prodotti delle aziende socie, caratterizzati dall’utilizzo, all’interno del processo di produzione di energie rinnovabili.

All’evento hanno partecipato autorità, addetti ai lavori e singoli cittadini, in numero superiore a quelle che erano le aspettative. Presenti il sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai, il direttore generale di CoSviG Sergio Chiacchella, il presidente della Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili della Toscana Mario Tanda (insieme ad alcuni produttori), il Presidente del Consiglio Provinciale di Grosseto, Sergio Martini, i sindaci di Montieri, Marcello Giuntini, e di Monterotondo Marittimo, Alessandro Giannetti, la presidente di Slow Food Toscana Raffaella Grana, il segretario di Slow Food Italia Daniele Buttignol, il consigliere di Slow Food Internazionale Massimo Bernacchini.

“La Casa Circondariale di Massa Marittima è una struttura penitenziaria modello ad alta vivibilità” ha detto il fiduciario di Slow Food Monteregio Fausto Costagli. “Il ruolo di questa struttura” ha continuato “è infatti quello di accompagnare i detenuti al reinserimento sociale e lavorativo. Ed è in questo contesto che si inserisce l’iniziativa “Gusto è Libertà” la quale, oltre ad avere un particolare contenuto etico e solidaristico, ha voluto essere anche un’occasione importante per far conoscere ai detenuti i tanti ottimi prodotti artigianali, tipici del nostro territorio”.

“La scelta della Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili per la fornitura dei prodotti”, ha sottolineato Costagli, “non è stata casuale, ma coerente con un percorso iniziato sette anni fa; si tratta infatti del settimo laboratorio del gusto organizzato con produttori della CCER”.

La giornata è stata suddivisa in tre momenti principali.

Alle 15.30 si è svolto il “50° Laboratorio del gusto in carcere” durante il quale è stato spiegato il senso dell’iniziativa e il ruolo della Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili. Al riguardo, il direttore del carcere Carlo Mazzerbo ha voluto evidenziare la lungimiranza di questo tipo di iniziative, sopratutto in un momento in cui le carceri italiane sono interessate da fenomeni di sovraffollamento. “È bello vedere questa struttura sovraffollata,” ha detto “anche se per la durata di un solo giorno, da tante presenze esterne che tengono vivo il contatto con la società civile, facendoci pensare che gli uomini, scontata la loro pena, abbiano compreso i loro errori e possano essere accolti di nuovo nella società”.

Gli stessi detenuti sono intervenuti, parlando di questo tipo di iniziative come di “giornate diverse, quasi da uomini liberi, in cui si riscopre il gusto della vita e dell’amore”.

La cena a buffet (che è seguita ad un intermezzo musicale offerto dalle band fiorentine “Big Family Band” e “Isola Town”) ha visto presentare agli astanti una serie di piatti realizzati in collaborazione dai cuochi detenuti, dai volontari di SlowFood e dagli stessi produttori della Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili, con l’utilizzo proprio dei prodotti forniti dalle dodici aziende che la compongono: formaggi freschi e stagionati, pesto, salumi di cinta senese, il pane cotto a legna, il pane di castagne, gli olii extravergini di oliva. I prodotti sono stati gustati sia in purezza sia in squisite ricette della tradizione (come “la pappa al pomodoro” o lo “scottino” di ricotta). La cena si è conclusa con una magnifica torta di panna e ricotta preparata da un detenuto pasticcere. Una bella e significativa iniziativa terminata tra i sorrisi ed i volti soddisfatti dei detenuti che hanno lavorato per il buon esito dell’evento.

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