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Nasce a Grosseto Fratelli d’Italia: nel partito di Meloni e Crosetto entrano Rossi e Angelini

di Daniele Reali

GROSSETO – «L’Italia s’è desta, ma anche Grosseto s’è desta». È parafrasando l’inno di Mameli che Pierfrancesco Angelini ha presentato la nascita anche in Maremma di “Fratelli d’Italia”, il nuovo partito del centrodestra italiano che sarà presente alle prossime elezioni del 24 febbraio.

Insieme ad Angelini, che ricoprirà la carica di capogruppo in consiglio comunale a Grosseto, ad inaugurare questa nuova stagione politica c’è anche Fabrizio Rossi che guiderà il partito a livello provinciale (nella foto da sinistra: Marco Scurria, eruodeputato, Achille Totaro, sentatore, Fabrizio Rossi, coordinatore provinciale, Pierfrancesco Angelini, capogruppo).

Entrambi, Angelini e Rossi, hanno lasciato il Popolo della Libertà per aderire al progetto politico di Giorgia Meloni e Guido Crosetto, battezzato a Roma poco prima di Natale. «Fratelli d’Italia nasce anche a Grosseto – ha detto Rossi – per archiviare un certo modo di fare politica del centrodestra in Maremma» che ha portato anche a sconfitte storiche come a Orbetello. «Vogliamo ripartire dai valori – ha aggiunto Rossi -, ascoltando la gente e dicendo basta alle nomine dall’alto. Questa dovrà essere l’ultima volta che i candidati della Maremma ci vengono imposti da Roma o da Firenze». Nessuna polemica diretta con i vertici del Pdl, ma un messaggio chiaro: «Noi siamo stati eletti con le preferenze, siamo stati scelti e non nominati».

Il Partito è giovani ma come ha spiegato Angelini «è già presente in molti comuni della provincia o con gruppi consiliari o con comitati» e per la presentazione ufficiale  sono arrivati a Grosseto anche due “big” del centrodestra toscano e nazionale: Achielle Totaro, senatore uscente, e Marco Scurria, eruodeputato.

Riguardo ai temi nazionali “l’agenda” di Fratelli d’Italia è chiara: «Vogliamo andare oltre il Pdl – ha detti Totato – , questo non sarà il partito degli “ex An”, ma sarà il Pdl che avremmo voluto che fosse». La parola d’ordine è «No al governo Monti» e sopratutto «no agli inciuci e alle ammucchiate». «Noi – ha concluso Totaro – difendiamo i valori della famiglia e della vita e rappresentiamo l’alternativa anche in Toscana al sistema di poter delle sinistre».

 

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