Vicenda Mabro: la lettera di una dipendente

11 settembre 2012 Aggiornato alle 19:00

GROSSETO – Nel giorno della protesta dei lavoratori Mabro in piazza Dante, una dipendente ci ha consegnato una lettera che ha riscosso l’approvazione delle colleghe. Di seguito, ne pubblichiamo il testo integrale.

«Vorrei esprimere, in questa lettera, la rabbia accumulata in questo ultimo periodo. Sono una ragazza del gruppo che ha deciso di fare sciopero, una scelta molto sofferta e meditata a lungo, perché ci stanno privando del diritto al lavoro, ma non accetto assolutamente che delle colleghe ci tolgano anche la dignità di lavoratrici, additandoci come delle vagabonde e delle rovina fabbriche. Penso che sia più facile entrare a lavorare sapendo che non fanno il bene dell’azienda, perché non possono produrre e aspettare che il gioco sporco lo facciano le altre. Forse non sanno che io, come le altre che lottano, sentiamo l’azienda come nostra e non del signor Barontini, il quale come imprenditore non fa altrettanto, perché non è riuscito a garantirci un misero stipendio e in un anno non ha portato nuovo lavoro.

Noi, pur di cercare di mandare avanti questa azienda, siamo scesi a dei compromessi rinunciando a quei diritti acquisiti negli anni. A questo punto il signor Barontini, come imprenditore ma anche come uomo, ci deve almeno l’onestà e il rispetto, dicendoci cosa c’è veramente nel nostro futuro e lasciare se non ha niente da dare. Io non so come andrà a finire questa vicenda, ma non ho rimorsi, perché quello che abbiamo fatto è sempre stato scelto con ponderazione e sofferenza. Vorrei ringraziare il nostro gruppo di colleghe per la solidarietà e il supporto vicendevole, oltre al nostro sindacato».




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