Coldiretti chiede la “Legge salva olio”. Iniziativa contro i prodotti tarocco

24 luglio 2012 Aggiornato alle 15:21

FIRENZE - Trasparenza, chiarezza ed etichette leggibili da tutti. In nome del consumatore ed in difesa della filiera dell’olio. La Toscana dell’olio extravergine dopo gli ultimi scandali pretende la “Legge Salva Olio” per limitare al minimo i tentativi d’imitazione, taroccamento e contraffazione. Ci sono ragioni ovviamente anche economiche: la concorrenza sleale che danneggia pesantemente le imprese che fanno della qualità una ragione di mercato. La tutela dell’extravergine d’oliva che ha contribuito a disegnare il paesaggio toscano, uno dei principali motori economici dell’agroalimentare regionale (70 mila aziende, 15 milioni di piante, 100 milioni di euro di produzione), è il motivo principale che ha spinto Coldiretti a prendere la strada della piazza portando questa mattina, martedì 24 luglio, di fronte al Consiglio Regionale della Toscana circa un migliaio di agricoltori.

La leva è trovare il sostegno bipartisan da parte del Consiglio Regionale della Toscana e sollecitare l’individuazione di un iter e di modalità che possano condurre ad una rapida approvazione del disegno di legge in discussione al Senato ma inspiegabilmente fermo in un cassetto. Secondo Coldiretti infatti, 4 bottiglie di extravergine su 5 vendute nei supermercati contengono miscele di diversa origine, ma la provenienza delle olive da cui nascono è praticamente illeggibile. «Pur essendo obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009, sulle confezioni ottenute con l’impiego di prodotti stranieri, nella stragrande maggioranza dei casi, diventa difficile se non impossibile decifrare la scritta “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatoria per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La dicitura – spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende poco visibile».

Il sostegno al percorso proposto da Coldiretti è stato sottolineato questa mattina durante la presentazione degli inganni a tavola che danneggiano il Made in Tuscany dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, Roberto Salvadori, il Presidente del Consiglio Regionale, Alberto Monaci e il Vice Presidente, Giuliano Fedeli, il Presidente della Commissione Agricoltura, Loris Rossetti e numerosi consiglieri regionali di tutti i gruppi.

 




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