Follonica, vicenda giudiziaria: il Pdl chiede chiarezza e la convocazione di un consiglio straordinario

7 luglio 2012 Aggiornato alle 19:23

FOLLONICA - Trasparenza. È quello che chiede il Pdl di Follonica «al Sindaco Baldi e alla Giunta comunale tutta, vista l’eclatante vicenda che da due giorni occupa le pagine dei giornali, che hanno con puntualità riferito del blitz della Guardia di Finanza nel Palazzo Comunale e della consegna di diversi avvisi di garanzia. Trasparenza e rapidità, – continua il Pdl – perché la città tutta, nelle sue varie componenti e sensibilità, ha il diritto di capire e, capendo, farsi la propria opinione su quanto questa Amministrazione sia o meno ancora un’alleata per la crescita, il benessere, lo sviluppo non solo economico, ma anche civile e morale di Follonica.»

«Siamo convintamente garantisti – prosegue il comunicato del Pdl – e ci affidiamo ai percorsi che l’amministrazione della giustizia in Italia sancisce per verificare la responsabilità di chi venga in qualunque modo chiamato a rispondere di un fatto o di un atto. Lo siamo al punto da non voler giocare a confondere il piano penale da quello politico, né trarre minimamente profitto dal primo per il secondo. Chi sta indagando continui a farlo con serenità e dovizia, ma chi in questo momento rappresenta i cittadini non può sottrarsi ai suoi doveri politici.»

«Per questo, dopo aver atteso invano due giorni che dalla maggioranza, invece che le solite veline di solidarietà formale, arrivasse l’esigenza forte di spiegare e chiarire nel consesso che più di ogni altro rappresenta la città, – afferma il centrodestra – ovvero il Consiglio Comunale, quanto accaduto e di che cosa realmente le forze dell’ordine si stanno occupando, siamo noi a chiedere un Consiglio Comunale. Non ci basta francamente sapere che il Sindaco è sereno e lo diciamo senza infingimenti: da amministratori che hanno a cuore il bene generale della città, al suo posto non lo saremmo. Non essere sereni non significa minimamente essere responsabili di fatti che sono oggetto d’indagine; non essere sereni significa avere a cuore prima di tutto che la verità emerga e la tutela della dignità dell’istituzione che si rappresenta, la quale viene prima della pace interiore di chi pro tempore si trova a rivestire un ruolo pubblico.

«Siamo noi pertanto a chiedere la convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, – si legge ancora – nella quale il Sindaco, serena o meno che sia, riferisca con precisione su quanto accaduto, su quali sono i fatti e gli atti sui quali gli inquirenti stanno indagando, indicando date, tappe e circostanze che hanno portato all’esito di due giorni fa. Chiediamo anche che in quella stessa seduta si discutano e si mettano ai voti le mozioni che sembrano in qualche modo riferirsi ai fatti e agli atti oggetto d’indagine. E’ doveroso che questo avvenga al più presto, senza perdite di tempo, perché è alla città che va garantita la dovuta serenità e la serenità gliela assicuriamo solo non tergiversando e non temporeggiando in dichiarazioni di facciata, in solidarietà pelose che rientrano in quei ritualismi della politica, che i cittadini non comprendono più.»

«Infine, qualora i fatti e gli atti su cui la Guardia di Finanza sta compiendo le sue verifiche sono realmente quelli riferiti in queste ore dai quotidiani, – ribadisce il Pdl – ci sia per lo meno consentito di ricordare che da questa parte non c’è e non c’è mai stata una opposizione impegnata giorno dopo giorno a infangare l’operato dell’Amministrazione, quanto a compiere fino in fondo il proprio compito di verifica, controllo, analisi degli atti. Facciamo presente infatti che sia sulla famigerata delibera 292/2009 che su altre vicende legate alle assunzioni di personale, che paiono essere i fatti e gli atti oggetto di indagine, fummo noi a sollevare sul piano politico le questioni, in tempi non sospetti, con interrogazioni, mozioni, comunicati stampa e conferenze stampa. La risposta, come al solito arrogante, di chi a parole si definisce paladina della legalità, ma nei fatti ha sempre rifuggito da un confronto serio e costruttivo con l’opposizione che poneva questioni di correttezza procedurale degli atti e di loro efficacia, è sempre stata la stessa: il dileggio del nostro operato, l’additamento come nemici di Follonica, addirittura una diffida legale. Oggi non ci interessa aver ragione, perché sarebbe la vittoria di una parte politica, ma l’amara sconfitta di una città intera. Ci preme, però, – conclude il Pdl – che non si continui a giocare a rimpiattino: la città deve sapere. Subito.»




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